La strada della Sindone.Nel 1476 Jolanda di Savoia, moglie del duca Amedeo IX, il Beato, spesso raffigurato nell’atto di venerare la Sindone, attraversa le Alpi recando seco le reliquie della Cappella di Chambéry, e quindi verosimilmente anche la Sindone passò da Sant’Antonio di Ranverso dove sulla porta centrale del Pronao ingresso alla Chiesa venne inciso 1476. Relativamente agli spostamenti occorre sottolineare che non sempre è agevole determinare il percorso che la Sindone compie nei suoi vari viaggi, soprattutto sino al suo trasferimento definitivo a Torino.

Nel 1476 Jolanda di Savoia, moglie del duca Amedeo IX, il Beato, spesso raffigurato nell’atto di venerare la Sindone,attraversa le Alpi recando seco le reliquie della Cappella di Chambéry, e quindi verosimilmente anche la Sindone.Relativamente agli spostamenti occorre sottolineare che non sempre è agevole determinare … Leggi tuttoLa strada della Sindone.Nel 1476 Jolanda di Savoia, moglie del duca Amedeo IX, il Beato, spesso raffigurato nell’atto di venerare la Sindone, attraversa le Alpi recando seco le reliquie della Cappella di Chambéry, e quindi verosimilmente anche la Sindone passò da Sant’Antonio di Ranverso dove sulla porta centrale del Pronao ingresso alla Chiesa venne inciso 1476. Relativamente agli spostamenti occorre sottolineare che non sempre è agevole determinare il percorso che la Sindone compie nei suoi vari viaggi, soprattutto sino al suo trasferimento definitivo a Torino.

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I colori del Polittico di Ranverso recuperati nella loro integrità con lo stesso pigmento usato dal Maestro Defendente Ferrari , lo dobbiamo a Carlo Arpesani impegnato nel 1867 nel restauro del polittico di Sant’Antonio di Ranverso, l’unica opera documentata di Defendente giunta fino a noi (Curto 1981, p. 62)

recuperato nellasua integrità. L’impiego da partedell’ignoto restauratore dello stesso pigmento usato da Defendenteper la realizzazione del cielo, l’azzurrite, non più in commercio dalXVIII secolo, induce a pensare che L’intervento di Carlotta Beccariaha riportato in luce l’originaria stesura pittorica della tavola che unrestauro antico, non documentatoma … Leggi tuttoI colori del Polittico di Ranverso recuperati nella loro integrità con lo stesso pigmento usato dal Maestro Defendente Ferrari , lo dobbiamo a Carlo Arpesani impegnato nel 1867 nel restauro del polittico di Sant’Antonio di Ranverso, l’unica opera documentata di Defendente giunta fino a noi (Curto 1981, p. 62)

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Il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali fu istituito da Giovanni Spadolini, (con decreto-legge 14 dicembre 1974, n. 657 [ atto originario | atto originario con aggiornamenti], convertito nella legge 29 gennaio 1975, n. 5 [atto originario | atto originario con aggiornamenti]- G.U. 14 febbraio 1975, n. 43), con il compito di affidare unitariamente alla specifica competenza di un Ministero appositamente costituito la gestione del patrimonio culturale e dell’ambiente al fine di assicurare l’organica tutela di interesse di estrema rilevanza sul piano interno e nazionale. (Organizzazione del Ministero per i beni culturali e ambientali con D.P.R. n. 805 del 3 dicembre 1975 [ atto originario | atto originario con aggiornamenti])

Ricerca Ministero della cultura StampaCondividi Il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali fu istituito da Giovanni Spadolini, (con decreto-legge 14 dicembre 1974, n. 657 [ atto originario | atto originario con aggiornamenti], convertito nella legge 29 gennaio 1975, n. 5 [atto originario | atto originario con aggiornamenti]- G.U. 14 febbraio 1975, n. 43), … Leggi tuttoIl Ministero per i Beni Culturali e Ambientali fu istituito da Giovanni Spadolini, (con decreto-legge 14 dicembre 1974, n. 657 [ atto originario | atto originario con aggiornamenti], convertito nella legge 29 gennaio 1975, n. 5 [atto originario | atto originario con aggiornamenti]- G.U. 14 febbraio 1975, n. 43), con il compito di affidare unitariamente alla specifica competenza di un Ministero appositamente costituito la gestione del patrimonio culturale e dell’ambiente al fine di assicurare l’organica tutela di interesse di estrema rilevanza sul piano interno e nazionale. (Organizzazione del Ministero per i beni culturali e ambientali con D.P.R. n. 805 del 3 dicembre 1975 [ atto originario | atto originario con aggiornamenti])

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Come doveva presentarsi Ipoteticamente e assertivamente la ricomposizione del polittico dell’adorazione di Defendente Ferrari costruito per l’altare maggiore della Chiesa di Sant’Antonio di Ranverso con (ante esterne)su pannelli laterali mobili che venivano chiusi nei giorni feriali(parte feriale), per la protezione dell’opera principale mostrando scene figurate a monocromo, e aperti nei giorni festivi svelando l’immagine centrale del polittico.

Le tavole raffiguranti la Madonna in trono e Santa Lucia vennero rubate dalla chiesa nel 1920, recuperate grazie al contributo di Vittorio Viale e Pietro Accorsi, vennero riallestite al Museo Borgogna in una nuova cornice realizzata in stile da Carlo Cussetti nel 1934. L’opera costituisce … Leggi tuttoCome doveva presentarsi Ipoteticamente e assertivamente la ricomposizione del polittico dell’adorazione di Defendente Ferrari costruito per l’altare maggiore della Chiesa di Sant’Antonio di Ranverso con (ante esterne)su pannelli laterali mobili che venivano chiusi nei giorni feriali(parte feriale), per la protezione dell’opera principale mostrando scene figurate a monocromo, e aperti nei giorni festivi svelando l’immagine centrale del polittico.

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Secondo Pia Nel 1900 partecipa alla Mostra Nazionale di Fotografia a Torino e alla I Mostra della Società Subalpina con due immagini, una con la ricostruzione dell’arco romano a Susa e l’altra con la ipotetica ricomposizione del Polittico di Defendente Ferrari della natività sull’altare maggiore della chiesa di Sant’Antonio di Ranverso. Bottega di Defendente Ferrari Ante esterne(Parte feriale) da una foto di fine ottocento di Secondo Pia

(Asti 1855-Torino 1941) Avvocato. Fotografo ‘dilettante’ tra i più eclettici e prolifici. Dal 1876 si dedica alla catalogazione delle opere d’arte e dei monumenti in Piemonte, con la realizzazione di oltre tremila lastre. La prima esposizione a cui partecipa è quella di Firenze nel 1887, … Leggi tuttoSecondo Pia Nel 1900 partecipa alla Mostra Nazionale di Fotografia a Torino e alla I Mostra della Società Subalpina con due immagini, una con la ricostruzione dell’arco romano a Susa e l’altra con la ipotetica ricomposizione del Polittico di Defendente Ferrari della natività sull’altare maggiore della chiesa di Sant’Antonio di Ranverso. Bottega di Defendente Ferrari Ante esterne(Parte feriale) da una foto di fine ottocento di Secondo Pia

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Giuseppe Merlo nel 1892, per “l’impianto di peso pubblico sulla strada comunale tendente a Rivoli ‘, malgrado debbano passare poi circa quindici anni per l’acquisto del “peso di ponte a bilico fornito da Caprile Luigi.

Tempo di Lavorare – Comune di Rosta rosta.to.ithttps://www.comune.rosta.to.it › Storia & Curiosità Una pagina a sé è costituita dal peso pubblico, di cui ricordiamo solo la concessione a Giuseppe Merlo nel 1892, per “l’impianto di peso pubblico sulla …

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Mappa Antica stadera quella più nota della precettoria di Sant’Antonio di Ranverso Maggio 2021 Pese pubbliche i Primordi a cura del Museo della Bilancia di Campogalliano Modena.

69- Pese pubbliche: i primordi Museo della Bilanciahttps://www.museodellabilancia.it › annuncio Così come si possono ancora ammirare la bilancia collocata nei pressi del Museo c’era una volta di Riofreddo a Murialdo (SV) e quella più nota della Precettoria … castello a cuneo

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La presenza degli Antoniani in Piemonte è attestata intorno all’anno 1186 nella città di Susa, e successivamente a Ranverso, ove si insediarono in un complesso già esistente. Placido Bacco13, fanno risalire la nascita del nucleo originario al conte Umberto III di Savoia intorno all’anno 1098. Con un atto datato 27 giugno 1188,[3] il beato Umberto III di Savoia donò ai frati di Sant’Antonio e agli infermi (Deo et Sancto Antonio et fratribus et infirmis) di Ranverso un mulino nonché terreni e boschi circostanti ad calefaciendum et construendum (latino, trad. per fondare e costruire). All’epoca della donazione, l’ospedale doveva quindi già esistere, poiché nell’atto sopracitato si legge che la stessa viene fatta anche infirmis, cioè ai malati), ma senza una struttura giuridica consolidata e senza una propria chiesa.

Come accennato prima, la scarsa disponibilità di documenti sulla storia esull’espansione degli Antoniani rende estremamente arduo ripercorrere letappe che portarono alla costituzione e allo sviluppo della Precettoria diSant’Antonio di Ranverso12. Ricordiamo infatti la perdita di gran parte degliarchivi prima nel 1422 a causa di un … Leggi tuttoLa presenza degli Antoniani in Piemonte è attestata intorno all’anno 1186 nella città di Susa, e successivamente a Ranverso, ove si insediarono in un complesso già esistente. Placido Bacco13, fanno risalire la nascita del nucleo originario al conte Umberto III di Savoia intorno all’anno 1098. Con un atto datato 27 giugno 1188,[3] il beato Umberto III di Savoia donò ai frati di Sant’Antonio e agli infermi (Deo et Sancto Antonio et fratribus et infirmis) di Ranverso un mulino nonché terreni e boschi circostanti ad calefaciendum et construendum (latino, trad. per fondare e costruire). All’epoca della donazione, l’ospedale doveva quindi già esistere, poiché nell’atto sopracitato si legge che la stessa viene fatta anche infirmis, cioè ai malati), ma senza una struttura giuridica consolidata e senza una propria chiesa.

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Sant’Antonio di Ranverso. Dal 1095 al 1776 Stemmi nel corridoio dell’ex Monastero.de’ Precettori a Maestri generali, e delli Abati Commendatorj dell’Ordine Antoniano di Sant’Antonio di Vienna, e della Commenda Casa degli infermi di Sant’Antonio di Ranverso.

1/1/1Sant’Antonio di Ranverso. Chiese, Fabbricati e BeniOriginale1095 al 1776Stemmi de’ Precettori a Maestri generali, e delli Abati Commendatorj dell’Ordine Antoniano diSant’Antonio di Vienna e di Ranverso, stati di tempo in tempo dipinti in un corridoio dell’exMonastero di San’Antonio di Ranverso, rilevati negl’anni 1866-67 da un … Leggi tuttoSant’Antonio di Ranverso. Dal 1095 al 1776 Stemmi nel corridoio dell’ex Monastero.de’ Precettori a Maestri generali, e delli Abati Commendatorj dell’Ordine Antoniano di Sant’Antonio di Vienna, e della Commenda Casa degli infermi di Sant’Antonio di Ranverso.

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Alla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso bestiario per la festa di Sant’Antonio Abate.

https://www.diocesi.torino.it/site/wd-appuntamenti/alla-precettoria-di-santantonio-di-ranverso-bestiario-per-la-festa-di-santantonio-abate/ BESTIARIO: ATELIER DI MASCHERE E TRASFORMAZIONE / NARRAZIONE PER IMMAGINI E CORPIPrecettoria di Sant’Antonio di Ranverso / Palazzina di Caccia di Stupinigi, 2022-2023 Bestiario è un percorso artistico ispirato agli animali e al loro rapporto naturale e simbolico con l’umanità, in un’ottica di riappropriazione di corpi, … Leggi tuttoAlla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso bestiario per la festa di Sant’Antonio Abate.

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