Ci domandiamo perchè la festa di Ranverso non stia crescendo e non si va oltre le abitudini che hanno imposto gli organizzatori.

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L’importanza nelle decisioni nel 2021 e quella di salvaguardare i beni della Chiesa Monumentale di Ranverso coinvolgendo la Diocesi di Torino facendo diventare Ufficiale la festa comandata del Protettore del borgo. Chiediamo di Ascoltare le opinioni, lamentele e commenti dei cittadini devoti e dei visitatori abbiamo molto da raccontare. Inoltre segnaliamo che noi volontari abbiamo collaborato già dal 2006 per il ripristino della Festa con la Benedizione degli animali l’unica festa che si svolge il 17 Gennaio in onore di Sant’Antonio Abate Patrono di Ranverso, stranamente questa festa è limitata e non vengono coinvolti i cittadini dei paesi limitrofi, segnaliamo che la festa termina a mezzogiorno e mezzo, unico caso a Ranverso dove verifichiamo la mancanza di un vero clima di festa.

Ci domandiamo perchè questa festa non stia crescendo e non si va oltre le abitudini che hanno imposto gli organizzatori, ci domandiamo anche perchè non si possa fare diversamente e cosa impedisce di coinvolgere per tutta la giornata i cittadini, altre associazioni , scuole e devoti al Santo creando in collaborazione un’ambiente che racchiuda un clima di vera Festa, ricordiamo che nella Chiesa della Precettoria di Ranverso i devoti possono pregare davanti alla Statua del Santo Egiziano. Facciamo un appello all’Associazione AFOM di collaborare con il Comitato Devoti Volontari , alla Diocesi per intervenire ed offrire la possibilità ai Devoti di festeggiare il Santo come si faceva nei tempi passati anche senza grandi fondi economici.

cordiali saluti dal gruppo devoti e volontari per tutte le iniziative sulla festa che prenderà la Diocesi di Torino

Ersilio Teifreto

Valorizzazione delle Feste in onore di Sant’Antonio Abate. Ranverso con Rosta e Buttigliera Alta presenti a Roma in Video Conferenza.

21 Ottobre 2021

I due Comuni della Collina Morenica parteciperanno alla prima Giornata Nazionale della Rete Italiana per la Salvaguardia e Valorizzazione delle Feste dedicate a Sant’Antonio Abate.

Ranverso– in Video Conferenza

Conferenza ci  sarà anche il presentatore della Festa  Ersilio Teifreto per i Comuni di Rosta e Buttigliera Alta (TO) Un ringraziamento va ai  Promotori della Festa come:  la Fondazione del Mauriziano, AFOM, la Diocesi, le Proloco, i Devoti e le associazioni CIA e Coldiretti, l’evento si è tenuto Sabato 23 ottobre a Roma, presso la sede dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI), per la prima Giornata Nazionale della Rete Italiana delle Feste dedicate a Sant’Antonio Abate.

È dello scorso mese di marzo la conclusione dell’iter al quale ha partecipato fattivamente anche il devoto Ersilio Teifreto, per la firma ufficiale del protocollo di intesa della “Rete Italiana per la Salvaguardia e Valorizzazione delle Feste di Sant’Antonio Abate”.

La Rete, come un laboratorio culturale a tutto campo, opera nel campo della salvaguardia e della valorizzazione sostenibile del patrimonio culturale immateriale, della promozione dei diritti culturali, della protezione e promozione della diversità delle espressioni culturali, portando a conoscenza delle comunità i principi della Convenzione UNESCO del 2003 e della Convenzione di Faro sul Valore del Patrimonio Culturale.

All’evento di sabato 23 ottobre a Roma, promosso dall’ICPI, saranno presenti le Comunità patrimoniali di Brindisi Montagna (Potenza), Calvello (Potenza), Campobasso, Cerami (Enna), Collelongo (L’Aquila), Fara Filiorum Petri (Chieti), Genzano di Lucania (Potenza), Macerata Campania (Caserta), Novara di Sicilia (Messina), Novoli (Lecce), Oppido Lucano (Potenza), Pedara (Catania), Ranverso (Torino), San Mauro Forte (Matera) e Trivigno (Potenza).

L’’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale offre il suo supporto alla Rete fin dalla sua costituzione, con l’obiettivo di definire con le comunità percorsi di crescita nella consapevolezza del valore di un patrimonio volatile come quello degli eventi festivi. Tutto ciò soprattutto con il fine ultimo di individuare le migliori pratiche di salvaguardia da adottare e individuare modalità di promozione e valorizzazione che possano avere ricadute positive sui territori.

Ranverso, oltre a essere stata una delle comunità patrimoniali che con la firma del protocollo d’intesa ha sancito la nascita della Rete collegando Nord a Sud, fa parte del coordinamento nazionale e internazionale della stessa.