LETTERA APERTA DEI DEVOTI E VOLONTARI AMICI DI SANT’ANTONIO DI RANVERSO. L’antica tradizione di benedire gli animali, l’aria, la terra, il fuoco ed i mezzi di lavoro a Ranverso e una festa in diretta a cielo aperto come nell’aia.

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LETTERA APERTA DEI DEVOTI E VOLONTARI AMICI DI SANT’ANTONIO DI RANVERSO

L’antica tradizione di benedire gli animali, l’aria, la terra, il fuoco ed i mezzi di lavoro a Ranverso e una festa in diretta a cielo aperto come nell’aia.

Gli organizzatori della benedizione degli animali e mezzi agricoli a Sant’Antonio di Ranverso non si possono considerare un’autorità cui fare riferimento, bensì solo un gruppo di cittadini della Collina Morenica che amano questo luogo Antoniano per questo motivo crediamo che solo individualmente possono prendere a cuore questa causa creando un Vero Comitato per istituire durante il programma della festa un Focus che valorizzi insieme ai devoti volontari il Culto Sacro e la festa religiosa dedicata sin dall’origine a Sant’Antonio Abate Patrono di Ranverso e Protettore degli animali per non insistere solo sulla parte profana della festa.

Durante lo svolgimento del diciassettesimo anniversario della Manifestazione in onore di  Sant’Antonio Abate di Ranverso. Le due Comunità nelle persone del Sig. Sindaco di Rosta Mimmo Morabito e la Signora Laura Saccenti Vice Sindaco di Buttigliera Alta e Ferriera hanno dato alle numerose persone presenti,  provenienti da varie parti del Piemonte , una buona immagine di comuni Virtuosi e Turistici.
Non ci piace che gli organizzatori della manifestazione all’esterno della Chiesa in stile prettamente contadino terminano tutto alle ore 12,30.Vorremmo ricordare che la Festa Patronale religiosa debba durare tutto il giorno ed appartiene a Sant’Antonio Abate che, dopo l’ingresso nella Rete Italiana per la Salvaguardia delle feste dedicate al Santo eremita e stata considerata tra le migliori feste Italiane, con una connotazione turistica di richiamo, infatti Ersilio Teifreto nella Relazione di presentazione della festa per essere valutata dalla Commissione ICPI di Roma ha relazionato chi sono gli organizzatori della parte religiosa e quelli della parte profana della benedizione degli animali naturalmente non abbiamo riportato CIA e Coldiretti che non erano presenti al Ripristino della festa nel 2006. Alleghiamo locandina delle comunità aderenti a Roma dove è compresa la comunità di Ranveso.

Continua Ersilio:

Quest’anno ricorre il decimo anno di Gemellaggio tra Ranverso dove mi sento a casa e Novoli mio luogo nativo due luoghi accomunati per la festa, devozione, cultura popolare e antiche tradizioni in onore del Patrono Sant’Antonio Abate tutto iniziò nel 2013 quando la Fòcara di Novoli dedicata al Santo eremita fu impreziosita dai grandi numeri colorati dell’Artista Ugo Nespolo ne nacque un’immagine che rimarrà negli occhi e nel cuore, da Nespolo e dal Maestro Mons. Italo Ruffino ottenemmo l’approvazione a suggellare questo gemellaggio virtuale in questi anni ci siamo scambiato foto storiche e icone sacre , ricerche, tradizioni e riti del Sud pubblicando degli articoli su come si festeggia la festa del Santo del fuoco.

La prima locandina di Ranverso fu stampata da AFOM nel 2007

Le nostre perplessità hanno attinenza con la data della tradizionale festa della benedizione degli animali.

APPELLO rivolto alla Regione Piemonte, alla Diocesi di Torino, ai Comuni di Rosta e Buttigliera Alta, alle Associazioni aderenti , alle Proloco in particolar modo ai Proprietari di Ranverso.

Nel 2006 dopo un comune accordo avvenne il ripristino dell’antica tradizione di benedire gli animali, nelle stalle , nei campi e sul sagrato della Chiesa voluta da Don Italo Ruffino e l’AFOM fra gli esponenti non c’erano la Coldiretti e CIA noi Devoti apprezziamo queste associazioni qualsiasi sia il loro grado di collaborazione e li ringraziamo di cuore per l’impegno sulla festa della benedizione degli animali oltre che un plauso ai giovani contadini, ricordiamo che nel 2006 si pianificò un evento dedicato alla Chiesa Precettoriale di Sant’Antonio di Ranverso e il suo Santo Patrono rappresentato sulla statua in legno presente sull’altare maggiore datata fine secolo 1.400 fino a diversi decenni fa veniva la statua veniva portata in processione nel borgo speciale oggi le sue condizioni statiche non lo premettono più.

Ecco che ci facciamo delle domande: Come mai nella locandina del2023 non è stata stampata la raffigurazione di Sant’Antonio Abate titolare della festa , inoltre AFOM aveva programmato e pubblicato come data della festa che si doveva svolgere il 15 Gennaio invece Coldiretti ha voluto e pubblicato la data del 22 Gennaio? non era mai successo di spostare la data che indicano AFOM, Fondazione Ordine Mauriziano e Amministrazioni Comunali.

Nella Locandina 2020 sono presenti nei loghi CIA e Coldiretti

Nella Locandina 2023 nei loghi manca CIA

Ancora ci domandiamo: perchè metà spazio della locandina 2023 e dedicata alla descrizione del pranzo così detto Sociale in realtà non è per le famiglie ma solo per pochi eletti? Per una maggiore trasparenza , per es…alcune associazioni sicuramente non legate col cuore alla nostra tradizione concedono senza regolamento il Patrocinio un’anno si e altri anni no con il rischio che non si possa svolgere con certezza la festa?, ecco perchè noi Devoti per un maggiore impegno e trasparenza chiediamo di: Costruire prossimamente un Comitato Festa di Ranverso dove siano presenti economicamente tutti le Amministrazioni , le Proloco, la Diocesi e la Proprietà.

Noi Devoti Volontari per sopperire a questa mancanza di attenzione nei confronti del Patrono della festa religiosa abbiamo fatto stampare un poster 150×200 che riporta l’immagine della nostra statua di Ranverso e l’abbiamo esposto all’esterno per ricordare a chi è attribuita la festa, abbiamo anche fatto stampare delle figurine sempre della nostra statua corredata e personalizzata con la preghiera del contadino delle nostre zone che Don Franco le ha benedette e sono state distribuite gratuitamente a tutti i presenti, inoltre quest’anno per la prima volta a nostre spese abbiamo abbellito con i fiori e piante ornamentali il basamento della statua nel giorno della festa, e stato esposto un Maiale finto nel pronao come nell’iconografia era amico di Antonio e rappresenta il simbolo degli Ospedalieri Antoniani quando a Ranverso curavano il fuoco sacro con il grasso del maiale e la croce Tau sui loro abiti era il loro simbolo presente in ogni angolo del Concentrico, alleghiamo la prima locandina 2007.

La festa tradizionale, che riempie l’aria è simile a quella delle cascine che circondano il nucleo storico di Ranverso e fa dire a tutti i i cittadini della Collina Morenica “ E’ finalmente arrivato Sant’Antonio Abate ! Alleghiamo UNA POESIA DI ANDREA CARNINO scritta a Gennaio 2023.

SANT’ANTONIO IN CAMPAGNA

La festività di Sant’Antonio Abate per la campagna è come tiepido raggio di sole in una fredda giornata invernale.

Effigi del santo, protettore degli animali domestici, sono presenti in ogni stalla ed egli con il suo bastone da pellegrino che termina con una croce a forma di tau, accompagnato dall’inseparabile maialino, veglia sulla salute del bestiame e sul buon esito dei raccolti. A lui si rivolgono gli agricoltori in questo periodo di sonno della natura, nell’attesa che il grano germogli, pregando per un’ottima annata.

Nelle campagne all’imbrunire si accendono falò nell’intento di rafforzare il sole, che giorno dopo giorno è sempre più splendente. Sui sagrati delle chiese i parroci benedicono trattori ed animali e così nelle contrade si sente il muggire delle mucche e lo starnazzare di galline e oche.

I campi sono ancora ricoperti da un leggero strato di neve e gli alberi da frutto ancora spogli sembrano tante persone con le braccia protese verso il cielo. Nelle viti la linfa ricomincia piano piano a scorrere e presto verrà il momento della potatura.

I contadini, che proprio ieri hanno ucciso il maiale, dopo la Messa pranzano insieme, celebrando la prossima fine dell’inverno e l’inizio di una nuova stagione di lavoro, fatica, ma anche grandi soddisfazioni.

Passeggiando fino alla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso la mente vola all’Ordine degli Antoniani e ai pellegrini che percorrendo la Via Francigena, qui trovavano ristoro e cure per l’ergotismo. Quante speranze, quanti pensieri avevano queste persone che mosse da una forte fede, attraversavano l’Europa in direzione Roma e la Terra Santa. La stessa fede con la quale noi, gente di campagna, invochiamo ancora oggi il santo perché il nuovo anno sia propizio.

Andrea Carnino devoto giornalista e scrittore

La festa non è  ascrivibile ad alcuna singola persona, ne ad Associazioni o a Comitati, ma è incisa nel patrimonio genetico di tutto il concentrico di Ranverso e paesi limitrofi.

La festa Patronale non è una bandiera che si possa innalzare come propria, nè si può ascrivere a se stessi contro altri.

La festa tradizionale, nella sua connaturata spontaneità, appartiene a tutta la popolazione, anche se in realtà, lasciata sola, come una preda indifesa, a coloro i quali nè la conoscono né la sentono, ma affollandola la banalizzano impossessandosene e la scambiano per una delle tante occasioni più o meno lecite per un pubblico pranzo sociale ….

Questa è la responsabilità che, chi ama la festa tradizionale, deve sentire ascritta a se stesso, nessuno escluso. Ma per fortuna ci sono in un anno 364 giorni per ricordarsi di salvare la festa Patronale tradizionale, per incontrarsi seduti ad un tavolo, chiarirci (se necessario) e pensare a come riprendere in mano la nostra tradizione così come la voleva il Maestro Mons. Italo Ruffino..

Chi deve incontrarsi? Tutti quelli a cui sta a cuore la festa tradizionale e religiosa di Sant’Antonio Abate nella giornata a lui dedicata.

Ritorna la festa a Ranverso che compie 493 anni, il Polittico della natività, la cui cornice è sormontata dai simboli della città di Moncalieri, già nel 1530 venne portato a Sant’Antonio Abate di Ranverso dalla popolazione di Moncalieri ne fecero dono per averli salvati dalla peste una tradizione che continuò, nei secoli , la comunità ogni anno continuò a mandare una delegazione con a seguito il baldacchino e ceri che portavano in solenne processione nel giorno della festa del santo.

VIVA Sant’Antonio Abate.

LA FESTA DI RANVERSO E DI TUTTI

Locandina festa di Ranverso 2023. I Devoti, XVII edizione dal Ripristino della “Benedizione dei prodotti della terra, dell’aria, della terra, del fuoco, degli animali, insieme ai trattori ed i contadini”. Certamente noi devoti ci auspichiamo che:, in futuro questo evento dell’antica tradizione di benedire gli animali non venga troppo accaparrato e dovrebbe invece essere organizzato nel rispetto delle credenze di ciascuno e di tutti, aprire la festa ad altre categorie che chiedono di partecipare per fare benedire i loro mezzi di lavoro.

La Festa Patronale di Sant’Antonio Abate di Ranverso nella lista del patrimonio immateriale dei Beni Colturali di Roma e della Rete Italiana per la Salvaguardia e valorizzazione delle Feste dedicate a Sant’Antonio Abate.

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Sant’Antonio di Ranverso Luogo cardine per gli Ospedalieri Antoniani in Italia, una potenza economica e Religiosa

La Chiesa Precettoriale , dunque, si configura come

  • una potenza economica, basata sui proventi delle terre coltivate e dei pascoli;
  • un luogo Religioso di sosta e visita per i viaggiatori e i pellegrini che percorrono la via Francigena, e
  • un centro sanitario in cui i Monaci Antoniani provenienti dalla Motte Aux Bois nel Delfinato della Francia curavano l’ergotismo, (il cosiddetto “fuoco di Sant’Antonio”) un’infiammazione che colpisce i gangli delle radici nervose spinali. Questa malattia, che può portare all’amputazione delle gambe, è causata da una scorretta alimentazione basata essenzialmente sulla segale contaminata da un fungo, e provoca piaghe cutanee curabili con l’apposizione di grasso di maiale, allevati in cospicuo numero nelle cascine. 

Siamo certi che in Italia il Culto per Sant’Antonio Abate si diffuse per primo nel Santuario di Sant’Antonio di Ranverso un luogo ricco di Storia Ospedaliera e Monaci Antoniani costruito nell’anno 1.157, e trovò larga partecipazione in Piemonte, nelle zone popolose in città, le comunità alpine e nelle campagne.
Questo è avvenuto perché nella religiosità popolare alla figura del Santo eremita è stato associato il maiale, con il grasso del quale gli Antoniani alleviavano le piaghe dei malati che si recavano nella Chiesa Precettoriale di Ranverso per chiedere un grazia di guarigione al Santo del deserto.

Sant’Antonio Abate venne considerato il Patrono di tutto il Concentrico e la Chiesa di Ranverso, Protettore degli animali , il giorno della sua festa avviene in pieno inverno il 17 Gennaio tutti gli animali delle cascine venivano benedetti nelle stalle, mentre gli animali domestici di compagnia vengono portati ancora oggi fuori dalla Chiesa per essere benedetti.

Scritto di Ersilio:

Reputo un dovere che le due amministrazioni Comunali di Rosta e Buttigliera Alta valorizzino il patrimonio culturale immateriale in particolare modo quello di Ranverso Monumento Nazionale  , noi Devoti abbiamo fatto un passo importante in questa direzione presentando la Festa alla Rete Italiana Santantuono costituita per tutelare le feste di Sant’Antonio Abate in Italia, a Ranverso il giorno della festa dedicata a Sant’Antonio Abate Patrono della Chiesa , dopo la Santa Messa si Benedicono gli animali e i mezzi agricoli. Ma possiamo fare ancora di più.

Per questo motivo nel 2020 noi devoti abbiamo presentato il progetto alla Rete Italiana proposta dall’Unesco a presentare ai Beni Culturali di Roma le feste dedicate a Sant’Antonio Abate per valorizzare anche la festa di Ranverso con il suo patrimonio culturale immateriale, di questa iniziativa inviammo comunicazione alla Diocesi di Torino , alle Proloco, alle due amministrazioni comunali di Rosta e Buttigliera Alta , alla Fondazione Ordine del Mauriziano e AFOM, il progetto fu da tutti accettato e approvato con Tacito Consenso.

Nel 2023 è stato inaugurato il primo Ranverso Day sulla scia della prima giornata dedicata alla

Festa di Sant’Antonio Abate.

La proposta di valorizzare la Festa Patronale è un’importante opportunità economica a supporto delle due amministrazioni locali e dell’intero sistema turistico a Ranverso.

Don Italo Ruffino nel 2006 coltivava rapporti diretti con la Casa Madre nell’Isere della Francia dove Ersilio Teifreto e conosciuto sin dal 1999, purtroppo il rapporto si interruppe con la morte di Italo, poi ripreso da me oggi ci scambiamo idee , ricerche sulla Storia Ospedaliera Antoniana con: l’associazione Francese: “Les Amis des Antonins.”

Ricordiamo che la Chiesa di Sant’Antonio di Ranverso non è Sconsacrata si trova sotto la Tutela dell’Arcidiocesi di Torino, inoltre lo Statuto dell’Ordine del Mauriziano prevede la Presenza della Diocesi per qualsiasi iniziativa presa all’interno ed all’esterno della Chiesa. Nel Pronao all’ingresso della biglietteria esiste una targa storica in legno risalente al 1776 dove è scritto: (Ordine dei Santissimi Maurizio e Lazzaro Custodi dell’Abbazia) per questa targa abbiamo segnalato il bisogno di restauro come anche la Statua del Santo opera di un ebanista Francese risalente a fine 400 ha bisogno di urgentissimi restauri perchè si sta degradando.

Chiediamo alla Arcidiocesi di Torino nella persona del nostro Vescovo Mons. di Ufficializzare la Festa, inoltre preparare un Regolamento Diocesano sulle Feste Patronali e costituire il Comitato di Devoti espressione della comunità parrocchiale con lo scopo di di curare l’aspetto esterno della Festa di Ranverso vi faranno parte persone di provata fede cristiana, la carica dura un’anno se continuativo massimo cinque anni , e possono essere riconfermati dal Parroco, chiediamo che venga riconosciuto dalle Amministrazioni il risultato raggiunto dal Gruppo di fedeli, devoti e volontari per avere fatto includere la Festa di Ranverso nella Rete Nazionale. Facciamo presente che l’Amministrazione di Buttigliera Alta è stata riconosciuta dalla Regione Piemonte in qualità di Comune Turistico perchè nella presentazione del Progetto ha inserito la Chiesa di Sant’Antonio di Ranverso dichiarata nel 1883 Monumento Nazionale.

Per questi motivi dal 2017 con l’Associazione ArteMista nuovi gestori dell’accoglienza al seguito di Guide professionali e l’impegno continuo della Fondazione Ordine del Mauriziano la festa ha voglia di crescere con delle novità in quanto durante l’arco dell’anno vengono promosse attività ed eventi per salvaguardare le
tradizioni anche corali e musicali, inoltre piacevolmente notiamo un ritorno alla diffusione di pratiche del Culto per il Santo del deserto seguendo i riti di Festa Religiosa. Necessaria è la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, in quanto
patrimonio “vivente”, comporta di garantirne la vitalità e assicurarne la trasmissione, anche
attraverso misure di identificazione, ricerca e documentazione, preservazione, protezione,
promozione e valorizzazione, lavoriamo affinchè vengano destagionalizzati gli eventi e ritorni a Sant’Antonio di Ranverso il Turismo Religioso in tutti i periodi dell’anno.

Noi Devoti al Santo eremita a nome di tutti i cittadini della Collina Morenica faremo la richiesta che il giorno della Festa a Sant’Antonio di Ranverso la Santa Messa venga celebrata dal nostro Vescovo Mons.

L’obiettivo e definire con le comunità percorsi di crescita nella consapevolezza del valore di un patrimonio volatile come quello degli eventi festivi. Tutto ciò soprattutto con il fine ultimo di individuare le migliori pratiche di salvaguardia da adottare e individuare modalità di promozione e valorizzazione che possano avere ricadute positive sui territori di Rosta , Ranverso e Buttigliera Alta.

LA FESTA PATRONALE E DI TUTTI

Chiediamo che il giorno della Festa dedicata al Patrono Sant’Antonio Abate duri tutto il giorno invece a Mezzogiorno e mezzo la Festa finisce.

Vorremmo che la Locandina della Festa 2024 abbia un significato religioso, e venga progettata con la presenza della Diocesi di Torino inserendo il logo e l’immagine del Santo festeggiato.

Siccome per questa Festa i protagonisti sono anche gli animali domestici infatti vengono invitati insieme ai loro amici padroni, non lasciamoli fuori al freddo, consigliamo di seguire le parole del Santo Padre( sono Creature di Dio dobbiamo proteggerle perchè aiutano i contadini nel loro lavoro), e facciamoli entrare in Chiesa altrimenti i loro padroni si allontano non partecipando alla Santa Messa, oppure la Diocesi dovrà decidere se celebrare la Messa all’aperto?.

Il ripristino della Festa e prettamente di Culto Sacro e cristiano ha origini lontane e risale al 1.530 quando gli abitanti di Moncalieri donarono a Sant’Antonio Abate di Ranverso il Polittico per averli salvati dalla peste e tutti gli anni nel giorno della festa si recavano a piedi a Ranverso con un baldacchino e portavano in processione la Statua del Santo. Mentre del ripristino della Festa ne parlava già nel 1999 Don Italo Ruffino durante il primo Convegno Europeo sugli Antoniani in Europa organizzato da lui a Sant’Antonio di Ranverso Monumento Nazionale, sempre nel 1999 uno scritto di Italo Ruffino riporta : Da promuovere una raccolta fondi volontaria per il restauro della Statua di Antonio Abate sull’Altare Maggiore: il progetto del ripristino della Festa venne ripreso definitivamente nel 2006 quando il Maestro Mons. Italo Ruffino era Consigliere dell’Associazione AFOM del Mauriziano e ritenne necessario riprendersi la Festa di Ranverso che prima si svolgeva nelle Parrocchie di Buttigliera Alta e Rosta:

Così la Domenica del 21 Gennaio 2006 ci fu la ripresa della tradizione, Il Mons. Italo Ruffino presentò il suo ultimo libro Storia Ospedaliera Antoniana, compendio di tutta una vita di studio e ricerche sull’Ordine degli Antoniani.
di tutta una vita di studio e ricerche sull’Ordine degli Antoniani.

Come devoti abbiamo chiesto ed ottenuto dalla Diocesi l’allestimento di un nostro banco per la distribuzione di Santini benedetti, immagini sacre con preghiere su Sant’Antonio Abate, inoltre a nostre spese presenteremo un Gonfalone con l’immagine del Santo e non solo bandiere del tricolore, in passato gli organizzatori non ci hanno mai permesso di presentare all’esterno l’immagine del Santo anzi qualche persona si dedicava a distruggerli questi simboli.

Sono Ersilio Teifreto socio AFOM dal 2009 fino al 2020 con carica al Consiglio Direttivo e referente per il progetto su Ranverso . Nell’Associazione AFOM fui presentato dal Maestro Mons. Italo Ruffino. Noi volontari chiediamo che l’associazione AFOM collaboratori per il ripristino della festa non si concentrino solo sulle competenze o altre problematiche, e non pensino di prevaricarci sminuendo e proponendo eventi senza radice, vorremmo che fosse più incisiva diventando importante nelle decisioni di Coldiretti e salvaguardare i beni della Chiesa Monumentale di Ranverso coinvolgendo la Diocesi di Torino facendo diventare Ufficiale la festa comandata del Protettore del borgo. Chiediamo di Ascoltare le opinioni, lamentele e commenti dei cittadini devoti e dei visitatori abbiamo molto da raccontare. Inoltre segnaliamo che noi volontari abbiamo collaborato già dal 2006 per il ripristino della Festa con la Benedizione degli animali l’unica festa che si svolge il 17 Gennaio in onore di Sant’Antonio Abate Patrono di Ranverso, stranamente questa festa è limitata e non vengono coinvolti i cittadini dei paesi limitrofi, segnaliamo che la festa termina a mezzogiorno e mezzo, unico caso a Ranverso dove verifichiamo la mancanza di un vero clima di festa. Ci domandiamo perchè questa festa non stia crescendo e non si va oltre le abitudini che hanno imposto gli organizzatori, ci domandiamo anche perchè non si possa fare diversamente e cosa impedisce di coinvolgere per tutta la giornata i cittadini, altre associazioni , scuole e devoti al Santo creando in collaborazione un’ambiente che racchiuda un clima di vera Festa, ricordiamo che nella Chiesa della Precettoria di Ranverso i devoti possono pregare davanti alla Statua del Santo Egiziano. Facciamo un appello all’Associazione AFOM di collaborare con il Comitato Devoti Volontari , alla Diocesi per intervenire ed offrire la possibilità ai Devoti di festeggiare il Santo come si faceva nei tempi passati anche senza grandi fondi economici.

cordiali saluti dal gruppo devoti e volontari per tutte le iniziative sulla festa da parte della Diocesi di Torino

Ersilio Teifreto

Valorizzazione Feste Sant’Antonio Abate. Ranverso con Rosta e Buttigliera Alta presenti a Roma in Video Conferenza.

21 Ottobre 2021

I Comuni del capoluogo Torinese parteciperanno alla prima Giornata Nazionale Rete Italiana per la Salvaguardia e Valorizzazione delle Feste di Sant’Antonio Abate.

Ranverso– in Video Conferenza

Conferenza ci  sarà anche il presentatore della Festa  Ersilio Teifreto per i Comuni di Rosta e Buttigliera Alta (TO) Un ringraziamento va ai  Promotori della Festa come:  la Fondazione del Mauriziano, AFOM, la Diocesi, le Proloco, i Devoti e le associazioni CIA e Coldiretti, l’evento si è tenuto Sabato 23 ottobre a Roma, presso la sede dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI), per la prima Giornata Nazionale della Rete Italiana delle Feste dedicate a Sant’Antonio Abate.

È dello scorso mese di marzo la conclusione dell’iter al quale ha partecipato fattivamente anche il devoto Ersilio Teifreto, per la firma ufficiale del protocollo di intesa della “Rete Italiana per la Salvaguardia e Valorizzazione delle Feste di Sant’Antonio Abate”.

La Rete, come un laboratorio culturale a tutto campo, opera nel campo della salvaguardia e della valorizzazione sostenibile del patrimonio culturale immateriale, della promozione dei diritti culturali, della protezione e promozione della diversità delle espressioni culturali, portando a conoscenza delle comunità i principi della Convenzione UNESCO del 2003 e della Convenzione di Faro sul Valore del Patrimonio Culturale.

All’evento di sabato 23 ottobre a Roma, promosso dall’ICPI, saranno presenti le Comunità patrimoniali di Brindisi Montagna (Potenza), Calvello (Potenza), Campobasso, Cerami (Enna), Collelongo (L’Aquila), Fara Filiorum Petri (Chieti), Genzano di Lucania (Potenza), Macerata Campania (Caserta), Novara di Sicilia (Messina), Novoli (Lecce), Oppido Lucano (Potenza), Pedara (Catania), Ranverso (Torino), San Mauro Forte (Matera) e Trivigno (Potenza).

L’’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale offre il suo supporto alla Rete fin dalla sua costituzione, con l’obiettivo di definire con le comunità percorsi di crescita nella consapevolezza del valore di un patrimonio volatile come quello degli eventi festivi. Tutto ciò soprattutto con il fine ultimo di individuare le migliori pratiche di salvaguardia da adottare e individuare modalità di promozione e valorizzazione che possano avere ricadute positive sui territori.

Ranverso, oltre a essere stata una delle comunità patrimoniali che con la firma del protocollo d’intesa ha sancito la nascita della Rete da Nord a Sud, fa parte del coordinamento subnazionale, nazionale e internazionale della stessa.

L’incontro di sabato prossimo per la prima Giornata Nazionale della Rete Italiana delle Feste dedicate a Sant’Antonio Abate, rappresenterà un importante momento di confronto fra le Comunità devote a Sant’Antonio Abate, per la condivisione delle azioni di salvaguardia attuate nei vari territori. La Rete, infatti, è aperta all’inclusione di tutte le Comunità italiane che contribuiscono in modo attivo e consapevole alla salvaguardia e alla valorizzazione degli elementi che caratterizzano i festeggiamenti in onore del Santo eremita, ricordato nel Calendario dei Santi il 17 gennaio. Dal fuoco, al cibo di festa per poi passare alla musica primigenia eseguita dai bottari, sono tante le tradizioni legate al suo culto che nella loro unicità rappresentano una parte significativa del patrimonio culturale immateriale dell’Italia e del mondo intero.

La Rete ha anche un apposito sito internet, https://reteitaliana.santantuono.it/, nel qual vengono condivise e riportate le attività delle diverse comunità aderenti al progetto, e c’è spazio, inoltre, per un inventario online delle feste di Sant’Antonio Abate, costantemente aggiornato e implementato dai soggetti detentori e protagonisti del patrimonio vivente in linea con la Convenzione UNESCO del 2003 per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale.

autore il devoto Ersilio Teifreto