22 Gennaio 2023 una giornata dedicata a Sant’Antonio Abate Patrono di Ranverso. Quest’anno l’unica novità e stata: la distribuzione delle figurine del Santo con preghiera del contadino benedette da Don Franco Gonella. E stato presentato il maiale finto da sempre simbolo degli Ospedalieri Antoniani, ed è stata addobbata la Statua con fiori e piante ornamentali. Come di consueto fuori dalla Chiesa Precettoriale sono stati benedetti gli animali e Trattori, le riflessioni di Ersilio Teifreto.

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Riflessioni di Ersilio quando la veglia si faceva nella stalla più grande del borgo speciale di Ranverso chiamata: Cascina Bassa.

Un autoctono nato a Ranverso di nome Augusto ottantaduenne dove e cresciuto e pasciuto con gli occhi lucidi mi raccontava che quando era piccolo le sere d’inverno gli uomini intrecciavano ceste e gerle di vimini e sgranavano il granoturco le donne ricamavano lavoravano a maglia e filavano la lana nella stalla riscaldata dal fiato delle mucche, per la festa di Sant’Antonio Abate protettore degli animali si riunivano almeno 30 persone, ma poi tutti di ritorno nelle proprie cascine, non andavamo in giro quella notte per non disturbare gli animali che quella notte Antonio gli aveva dato il dono di poter parlare tra di loro, un’antica tradizione ci ricorda che la notte del 16-17 gennaio a cui e legata questa leggenda tramandata dalla tradizione culturale contadina: è la notte in cui tutti gli animali domestici hanno la possibilità di parlare. Curiosamente si dice che il miracolo sia di buon auspicio solo se non si ascolta quanto gli animali si dicono fra di loro. Non è lecito ascoltarli.. Era il momento per la nonna che seduta al suo sgabello di raccontare storie di fate, folletti e masche che ballavano intorno al masso erratico, si sa che a Ranverso ci furono i Monaci Ospedalieri Antoniani di animo buono che curavano la povera gente dal fuoco sacro di Sant’Antonio e proteggevano i pellegrini che si recavano a Roma per raggiungere Gerusalemme.

Per i Teifreto l’amore per Ranverso è una questione di famiglia.

Ersilio se ne innamorò sin dal 1968 passeggiando nei luoghi storici dove vissero gli Ospedalieri Antoniani mi aiuta a capire me stesso.

Il 17 gennaio, Sant’Antonio diventa patrono di tutto l’Ordine degli Ospedalieri Antoniani in Europa . Nato in Egitto a Queman e fervente cristiano, Sant’Antonio il Grande, all’età di 20 anni, prese alla lettera il Vangelo e distribuì tutti i suoi averi ai poveri, partendo poi per vivere nel deserto come eremita in una fortezza a Pispir. Venerato da molti visitatori a Ranverso, Antonio ha sempre dato loro saggi consigli, invitandoli alla preghiera piuttosto che alla violenza. Divenne il patrono di molte confraternite e mestieri. Abnegazione, umiltà, coraggio, equilibrio e fede caratterizzano questo santo uomo e i valori degli Ospedalieri Antoniani . Il suo personaggio di combattente vittorioso nella vita spirituale, di asceta che vive in modo frustrato e spogliato nella solitudine, di uomo che ha cambiato la sua vita per una nuova al servizio di Dio, corrisponde bene all’immagine dell’Ordine Ospedaliero nella Casa dell’elemosina al servizio dei malati e dei bisognosi , questo straniero che ha abbandonato il suo passato per ricominciare entrando a Ranverso a servizio dell’Italia.

Santino con preghiera distribuito ai presenti sono stati apprezzati

Domenica 22 gennaio 2023, in occasione della festività di Sant’Antonio Abate si ò solfa la diciassettesima edizione della “Benedizione degli animali, dei prodotti della terra e dei mezzi agricoli” presso la Chiesa  Precettoriale di Sant’Antonio di Ranverso.

La manifestazione è stata realizzata con il concorso della Fondazione Ordine Mauriziano ed in collaborazione con i Comuni di Buttigliera Alta e di Rosta e la Coldiretti che noi devoti e volontari di Ranverso ringraziamo di cuore per la buona riuscita della giornata di festa .                                                                                          

Gente

Quest’anno la novità della manifestazione e stata la presenza del maiale finto da compagnia agghindato con fiocchi colorati , sulla spalla incollato il simbolo della croce Tau, era munito di guinzaglio e campanellino alla benedizione degli animali di Ranverso Domenica 22 Gennaio 2023: una vera novità per i fedeli e i visitatori desiderosi farsi le foto insieme !

**Una piccola curiosità: La tradizione di benedire gli animali (in particolare i maiali) nacque nel Medioevo in terra tedesca, quando era consuetudine che ogni villaggio allevasse un maiale da destinare all’ospedale, dove prestavano il loro servizio i monaci di sant’Antonio. A partire dall’XI secolo, tuttavia, numerose lamentele presero a circolare nelle città per la presenza di maiali che pascolavano liberamente nelle vie;  ne fu quindi vietata la  libera circolazione sebbene venisse sempre garantita la loro integrità fisica in quanto «di proprietà degli Antoniani, che ne ricavavano cibo per i malati, balsami per le piaghe, nonché sostentamento economico. Maiali, dunque, che via via acquisiscono un’aura di sacralità e guai a chi dovesse rubarne uno, perché Antonio si sarebbe vendicato colpendo con la malattia, anziché guarirla.» 

BUTTIGLIERA ALTA – Oggi si è svolta la festa di Sant’Antonio Abate presso l’abbazia di Sant’Antonio di Ranverso. Numerosi gli animali e gli agricoltori della Coldiretti di Rosta e Buttigliera Alta con i loro mezzi per prendere la benedizione

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Val DI Susa

Di SARA SUPPO

Alla fine della messa effettuata dal parroco di Rosta e Buttigliera Alta ha provveduto ad effettuare la benedizione. La festa è continuata nell’oratorio di Rosta con il pranzo.