Gennaio 2023 Ranverso, una Poesia di Andrea Carnino giornalista, scrittore esperto di tradizioni e feste popolari. La festività di Sant’Antonio Abate per la campagna è come tiepido raggio di sole in una fredda giornata invernale.

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SANT’ANTONIO IN CAMPAGNA

La festività di Sant’Antonio Abate per la campagna è come tiepido raggio di sole in una fredda giornata invernale.

Effigi del santo, protettore degli animali domestici, sono presenti in ogni stalla ed egli con il suo bastone da pellegrino che termina con una croce a forma di tau, accompagnato dall’inseparabile maialino, veglia sulla salute del bestiame e sul buon esito dei raccolti. A lui si rivolgono gli agricoltori in questo periodo di sonno della natura, nell’attesa che il grano germogli, pregando per un’ottima annata.

Nelle campagne all’imbrunire si accendono falò nell’intento di rafforzare il sole, che giorno dopo giorno è sempre più splendente. Sui sagrati delle chiese i parroci benedicono trattori ed animali e così nelle contrade si sente il muggire delle mucche e lo starnazzare di galline e oche.

I campi sono ancora ricoperti da un leggero strato di neve e gli alberi da frutto ancora spogli sembrano tante persone con le braccia protese verso il cielo. Nelle viti la linfa ricomincia piano piano a scorrere e presto verrà il momento della potatura.

I contadini, che proprio ieri hanno ucciso il maiale, dopo la Messa pranzano insieme, celebrando la prossima fine dell’inverno e l’inizio di una nuova stagione di lavoro, fatica, ma anche grandi soddisfazioni.

Passeggiando fino alla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso la mente vola all’Ordine degli Antoniani e ai pellegrini che percorrendo la Via Francigena, qui trovavano ristoro e cure per l’ergotismo. Quante speranze, quanti pensieri avevano queste persone che mosse da una forte fede, attraversavano l’Europa in direzione Roma e la Terra Santa. La stessa fede con la quale noi, gente di campagna, invochiamo ancora oggi il santo perché il nuovo anno sia propizio.