Locandina festa di Ranverso 2023. I Devoti, XVI edizione della “Benedizione dei prodotti della terra, degli animali, insieme ai trattori ed i contadini”. Certamente noi devoti ci auspichiamo che:, in futuro questo evento dell’antica tradizione di benedire gli animali non venga troppo accaparrato e dovrebbe invece essere organizzato nel rispetto delle credenze di ciascuno e di tutti, aprire la festa ad altre categorie che chiedono di partecipare per fare benedire i loro mezzi di lavoro.

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Certamente noi devoti crediamo che:, in futuro questo evento dell’antica tradizione di benedire gli animali dovrebbe essere organizzato nel rispetto delle credenze di ciascuno e di tutti, l’obiettivo è far conoscere la Chiesa Precettoriale Monumento Nazionale, ponendola sempre a livello culturale. Inevitabilmente, prevale la tradizione di cultura popolare e il culto per Sant’Antonio Abate Patrono di tutto l’Ordine Ospedaliero Antoniano mantenendo la sua memoria.

I Devoti, XVi edizione della “Benedizione dei prodotti della terra, degli animali, insieme ai trattori e contadini”

Riflessioni di Ersilio quando la veglia si faceva nella stalla più grande del borgo speciale di Ranverso chiamata: Cascina Bassa.

Un autoctono nato a Ranverso di nome Augusto ottantaduenne dove e cresciuto e pasciuto con gli occhi lucidi mi raccontava che quando era piccolo le sere d’inverno gli uomini intrecciavano ceste e gerle di vimini e sgranavano il granoturco le donne ricamavano lavoravano a maglia e filavano la lana nella stalla riscaldata dal fiato delle mucche, per la festa di Sant’Antonio Abate protettore degli animali si riunivano almeno 30 persone, ma poi tutti di ritorno nelle proprie cascine, non andavamo in giro quella notte per non disturbare gli animali che quella notte Antonio gli aveva dato il dono di poter parlare tra di loro, un’antica tradizione ci ricorda che la notte del 16-17 gennaio a cui e legata questa leggenda tramandata dalla tradizione culturale contadina: è la notte in cui tutti gli animali domestici hanno la possibilità di parlare. Curiosamente si dice che il miracolo sia di buon auspicio solo se non si ascolta quanto gli animali si dicono fra di loro. Non è lecito ascoltarli.. Era il momento per la nonna che seduta al suo sgabello di raccontare storie di fate, folletti e masche che ballavano intorno al masso erratico, si sa che a Ranverso ci furono i Monaci Ospedalieri Antoniani di animo buono che curavano la povera gente dal fuoco sacro di Sant’Antonio e proteggevano i pellegrini che si recavano a Roma per raggiungere Gerusalemme.

Per i Teifreto l’amore per Ranverso è una questione di famiglia.

Ersilio se ne innamorò sin dal 1968 passeggiando nei luoghi storici dove vissero gli Ospedalieri Antoniani mi aiuta a capire me stesso.

Il 17 gennaio, Sant’Antonio diventa patrono di tutto l’Ordine degli Ospedalieri Antoniani in Europa . Nato in Egitto a Qeman e fervente cristiano, Sant’Antonio il Grande, all’età di 20 anni, prese alla lettera il Vangelo e distribuì tutti i suoi averi ai poveri, partendo poi per vivere nel deserto come eremita in una fortezza a Pispir. Venerato da molti visitatori a Ranverso, Antonio ha sempre dato loro saggi consigli, invitandoli alla preghiera piuttosto che alla violenza. Divenne il patrono di molte confraternite e mestieri. Abnegazione, umiltà, coraggio, equilibrio e fede caratterizzano questo santo uomo e i valori degli Ospedalieri Antoniani . Il suo personaggio di combattente vittorioso nella vita spirituale, di asceta che vive in modo frustrato e spogliato nella solitudine, di uomo che ha cambiato la sua vita per una nuova al servizio di Dio, corrisponde bene all’immagine dell’Ordine Ospedaliero nella Casa dell’elemosina al servizio dei malati e dei bisognosi , questo straniero che ha abbandonato il suo passato per ricominciare entrando a Ranverso a servizio dell’Italia.