C’è qualcuno che ancora ricorda il Maciste di Porta Palazzo.

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Ho visto cose che noi umani… per dire: a Porta Palazzo, si sa, da che mondo è mondo o almeno da che Torino è Torino si può trovare di tutto. O quasi. C’è il mercato del pesce. C’è il mercato della carne. C’è il mercato ortofrutticolo. C’è il mercato dei contadini. C’è il Mercato Centrale. C’è la ditta Ceni. C’è la Drogheria Damarco, dove tra le altre cose si può comprare un kalashnikov, però trasparente e ripieno di vodka. C’è il mercato dell’abbigliamento, assai cinesizzatosi nel corso degli ultimi lustri. C’è una doppia possibilità di scelta se si è in cerca di piante e/o fiori. C’è una tettoia dedicata ai casalinghi. C’è un negozio di casalinghi. C’è una doppia possibilità di scelta anche in fatto di farmacie. C’è ancora una doppia possibilità di scelta perfino in fatto di edicole, no dico di vere edicole, di quelle che vendono giornali e riviste e raccolte a fascicoli e figurine, roba da non credere, non due ex edicole di quelle che per sopravvivere si sono messe a fare altro. C’è comunque anche un’ex edicola che si è messa a fare altro. C’è un posto pensato per i bambini del quartiere. C’è una galleria che contiene un ristorante, un paio di caffè, una vineria, un bistrot e varie altre attività tra cui un’altra galleria ma d’arte e oggetti di design. C’è una profumeria. C’è un’altra drogheria che si chiama Rinaldi. C’è un negozio di scarpe che sembra avere le stesse vetrine da sempre, come un tempo il negozio di tessuti che stava in piazza Castello lì dove ora c’è un noto fast-food. C’è una banca, e accanto alla banca un angolo di Torino dove i prezzi al metro quadro sono molto più bassi che altrove nel centro, chissà come mai. C’è qualcuno che ancora ricorda il Maciste di Porta Palazzo. C’è il contrasto tra l’isolato all’angolo con via Milano e il suo dirimpettaio. C’è un ristorante cinese che ha scelto di chiamarsi Trattoria senza farsi venire in mente che se avesse scelto Tlattolia sarebbe diventato un luogo di culto. —