Festa di Sant’Antonio Abate , protettore degli animali: nel suo nome a Ranverso si fondò una Chiesa con Precettoria-ospedale.

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Situata ai piedi della Valle di Susa e lungo il percorso della Via Francigena, la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso fu fondata nel 1091 dall’Ordine Ospedaliero di S.Antonio di Vienne come luogo di accoglienza per i pellegrini, ma soprattutto come ospedale per i malati di fuoco di Sant’Antonio. In Italia esiste infatti una vera e propria venerazione per Sant’Antonio Abate, iniziando un legame con il nostro Paese: Antonio fu un eremita egiziano a cui si deve l’inizio del cosiddetto monachesimo cristiano”, ovvero della scelta di passare la vita in solitudine per ricercare una comunione più intensa con Dio.
Dunque Ranverso con la sua Primitiva Chiesa dedicata al Culto per il Santo del fuoco fu la Primogenita della casa madre di Vienne diventando poi la casa Antoniana più importante in Italia. Nell 2007, riprendendo una vecchia tradizione Antoniana, con la mia presenza Ersilio Teifreto e quella del Maestro Mons. Italo Ruffino patrocininata dell’Ordine del Mauriziano AFOM fu ripristinata la “benedizione degli animali e dei mezzi agricoli da lavoro contadino
presso la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso in occasione della festività
di Sant’Antonio Abate, il 17 gennaio dove qui nell’anno 1000 iniziarono ad affluire folle di malati, affetti soprattutto da “ignis sacer”, conosciuto oggi come fuoco di Sant’Antonio. per pregare o chiedere una grazia di guarigione rivolgendosi alla statua del Santo del fuoco sacro oggi presente sull’altare maggiore dove ai suoi piedi compare un piccolo cinghiale.
Anni fa l’usanza si svolgeva presso le parrocchie di Rosta e di
Buttigliera Alta, il confine dove è situato il concentrico della Precettoria,

Da allora ci attivammo presso le Amministrazioni locali, i Parroci, le Pro Loco ed i
Coltivatori Diretti di questi Comuni per concretizzare il progetto.
Il consenso fu unanime ed entusiasmante.
Con il coordinamento dell’associazione, le Amministrazioni di Rosta e
di Buttigliera Alta hanno provveduto
alla stampa e alla diffusione dei manifesti, le Pro Loco si sono attivate per
creare l’atmosfera adatta all’evento, i
Coltivatori Diretti hanno organizzato il pranzo conclusivo della festa,
l’associazione ha interessato gli organi di stampa per la comunicazione
dell’evento.
Un accordo tra il Parroco di Rosta,
Don Serafi no Bunino, e quello di
Buttigliera Alta, Don Luigi Palaziol,
ha stabilito che la funzione religiosa
I pani benedetti a forma di animali

Domenica 21 gennaio 2007, dunque, giorno stabilito per la ripresa della tradizione,
incominciarono ad arrivare i trattori e i carri (grandi e piccoli), singole persone con
arnesi da giardinaggio, e sempre più gente con animali (cani, gatti, muli, uccellini in
gabbia, cavalli) ecc.
La Pro Loco di Buttigliera Alta allestì un angolo “rustico” con personaggi in costume,
dai contadini ai frati con il saio nero con Tau azzurra e un banco dove vennero distribuiti,
dopo la funzione religiosa, dei piccoli pani a forma di animali benedetti in precedenza. Il Sacerdote con una piccola processione si recava nelle vicinissime cascine dei contadini per la benedizione dove nelle stalle erano presenti immagine di Sant’Antonio Abate
Il tutto a cura di Annabella Pellarini.
Si esibì anche il gruppo della Corale “Ensemble d’Armonies” della Val di Susa, mentre il
Maestro Mons. Italo Ruffino presentò il suo ultimo libro Storia Ospedaliera Antoniana,
compendio di tutta una vita di studio e ricerche sull’Ordine degli Antoniani, seguiva la lettura della Preghiera del contadino.
Nella terza domenica di gennaio 2008, l’Associazione “Amici della Fondazione
Ordine Mauriziano” ha organizzato la seconda edizione della “Benedizione degli
animali”, a Sant’Antonio di Ranverso. .Negli anni la festa della benedizione degli animali considerato il successo e stata confermata rinnovando il consenso ed il permesso per lo svolgimento di una manifestazione fortemente sentita dai devoti al Santo e tutta la popolazione.
manifestazione fortemente sentita dalla popolazione.
edizione, sempre con la partecipazione dei Comuni, la collaborazione delle Pro Loco e
dei Coltivatori Diretti di Rosta e Buttigliera Alta. Don Luigi Palaziol ha celebrato la
funzione religiosa in base al turno stabilito.
Ancora una volta si vogliono ringraziare i responsabili della Fondazione Ordine
Mauriziano che hanno rinnovato il consenso e permesso lo svolgimento di una
manifestazione fortemente sentita dalla popolazione.

LA PREGHIERA DEL CONTADINO.
Preghiera dei Devoti di Sant’Antonio Abate  di Ranverso.                            
Sant’Antonio protettore guarda questo borgo che ti onora ancor. Tu dei poveri servitore guidaci, insegnaci a donar col cuore .Tu ogni creatura volesti avvicinar. Ti prendesti cura dell’umana sofferenza Di Ranverso Protettore preghiamo infondi in noi la Tua carità. Sant’Antonio guaritore Ai nostri guarda con favor.Dalle pene del dolore
Salvaci e donaci la speranza ognor.Tu che quel deserto andasti per pregar a chi ha sofferto dona ancora il Tuo conforto Protettore ai Contadini Di Ranverso, Buttigliera Alta e Rosta  Ti preghiamo infondi in noi la Tua carità.
Due proverbi Piemontesi dicono:

“Sant’Antoni fam marié che a son stufa d’tribilé” ossia “Sant’Antonio fammi sposare che sono stufa di tribolare”, invocazione che le donne in cerca di marito fanno al Santo per potersi presto sposare.

Sant Antòni pien ëd virtù feme trové lòn ch’i l’hai perdu” (ossia “santAntonio pieno di virtù fammi trovare quel che ho perso”), anche se in questo caso il detto non è chiaramente riferito all’uno piuttosto che all’altro santo.

UN Progetto PER SANT’ANTONIO ABATE.

Storia di un santo egiziano venerato nel Mondo

Il culto di Sant’Antonio Abate in Piemonte ha trovato larga diffusione non solo in alcuni centri urbani, ma anche e soprattutto nell’ambiente delle valli alpine, delle campagne. e sulle tante diramazioni delle vie francigene che dal Moncensio /o Monginevro scendevano a Susa e poi a Ranverso dove i Pellegrini trovavano ristoro e assistenza diretti a Roma e proseguivano verso Otranto ed imbarcarsi per giungere alla terra Santa di Gerusalemme.
Questo è avvenuto perché nella religiosità popolare alla figura del Santo è stato associato il maiale, con il grasso del quale gli Antoniani alleviavano le piaghe provocate dal cosiddetto fuoco di S. Antonio (herpes zoster).
Sant’Antonio fu quindi considerato prima il patrono dei maiali e poi di tutti gli animali domestici, che il 17 gennaio, giorno della sua festa liturgica, venivano portati in chiesa perché fossero benedetti.
Il progetto si propone di ricercare e classificare immagini del Santo(statue, quadri, affreschi, miniature), che sono facilmente riconoscibili perché caratterizzate, oltre che dalla presenza del maiale, anche dal bastone a forma di tau e da una campanella.
L’ambito territoriale di intervento è il Piemonte.

Progetto SANT’ANTONIO ABATE NELL’ARCO ALPINO.

Il culto di Sant’Antonio Abate in Piemonte ha trovato larga diffusione non solo in alcuni centri urbani, ma anche e soprattutto nell’ambiente delle valli alpine e delle campagne.
Questo è avvenuto perché nella religiosità popolare alla figura del Santo è stato associato il maiale, con il grasso del quale gli Antoniani alleviavano le piaghe provocate dal cosiddetto fuoco di S. Antonio (herpes zoster).
Sant’Antonio fu quindi considerato prima il patrono dei maiali e poi di tutti gli animali domestici, che il 17 gennaio, giorno della sua festa liturgica, venivano portati in chiesa perché fossero benedetti.
Il progetto si propone di ricercare e classificare immagini del Santo(statue, quadri, affreschi, miniature), che sono facilmente riconoscibili perché caratterizzate, oltre che dalla presenza del maiale, anche dal bastone a forma di tau e da una campanella.
L’ambito territoriale di intervento è il Piemonte.