Lettera aperta a Franco Arminio.

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Lettera aperta a Franco Arminio direttore del Festival di Aliano
Carlo Levi, se fosse esiliato oggi ad Aliano, racconterebbe la bellezza dei calanchi lucani ma anche il
petrolio che viene estratto da sotto i calanchi spargendo morte, spopolamento e povertà. L’Eni ha
ammesso, pochi mesi fa, di aver “contaminato la terra di Aliano e della Val d’Agri” con 400 tonnellate di
petrolio fuoriuscito dai serbatoi; qualche mese fa si è suicidato il capo della sicurezza dell’ENI, Gianluca
Griffa, la Procura indaga se si tratta di suicidio oppure di omicidio; le malattie tumorali e cardiovascolari
sono aumentate in Val d Agri del 63% in 10 anni; il Centro Olio di Viggiano è stato sequestrato e chiuso
per la prima volta, quest’anno, dopo 24 anni; e al Festival di Aliano, diretto da Franco Arminio, un
poeta, un festival che funziona bene, anche per quest’anno, nel programma, neppure un accenno al
tema petrolio! E cos’altro deve succedere per parlarne negli spazi culturali della nostra terra? Chiunque
festeggia i calanchi di sopra, ed omette di dire mezza parola sullo scempio che questi assassini stanno
facendo delle viscere dei calanchi e di chi ci vive in superficie, è complice del massacro e non lo
perdono. Vedere sul programma del festival di Aliano, il logo dell’ENI e/o della Fondazione Mattei, mi fa
venire i brividi. Non li perdono, sono loro i colpevoli principali del tracollo della mia terra. Noi amiamo i
paesi vivi e sani, magari meno poetici, e non i paesi spopolati e morti. Ogni anno ho partecipato al
Festival di Aliano con un mio spettacolo, a rimborso spese. Ogni anno ho suggerito a Franco Arminio di
occuparci del tema petrolio. L’appello è sempre finito nel dimenticatoio. Quest’anno sentivo l’esigenza
di raccontare il petrolio lucano. Ne ho parlato a lungo con lo stesso Franco che mi ha risposto che
quest’anno voleva rinnovare tutto il reparto artistico. E va bene. Rinnovalo. Ma alla luce di tutte le
tragedie petrolifere avvenute nel 2018 in Basilicata, gli ho chiesto di inserire il petrolio come tema di
una giornata. Niente. Inascoltato. Non posso credere che Arminio abbia la bocca tappata. Non credo
sia una persona acquistabile. Nel contempo però, il suo volontario silenzio sul tema, mi offende,
offende tutti i lucani ed offende chi arriva ad Aliano e vorrebbe sapere ciò che accade nel suo
sottosuolo. Non sopporto che la gente passeggi sui calanchi ignorando ciò che avviene nelle sue
viscere. E allora mi rivolgo a tutte le anime libere, compreso Arminio, alle quali chiedo di organizzarsi
per far accadere una nuova Scanzano Jonico. Non possiamo più stare fermi. Non possiamo più subire.
Non possiamo più tacere. Devono essere proprio gli artisti, gli scrittori, i poeti, a condurre questa nuova
battaglia che è sociale, ambientale, culturale ed economica.
Ulderico Pesce