Vicino a Ranverso Italo

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Rafforzando un legame che andava via via crescendo anche perché eravamo uniti da comuni interessi per
la “Storia” in generale. Esperto a livello mondiale – gli ho sempre ripetuto scherzosamente,
ma forse senza sbagliare – di storia dei monaci ospitalieri di Sant’Antonio di Vienne e, molto
più vicino a noi, di Sant’Antonio di Ranverso, reduce della campagna di Russia, cappellano
militare e parroco severo ma attento alle problematiche della immigrazione dal Meridione che in
quegli anni sconvolgeva la città, mi travolse e coinvolse in molti dei temi che stava affrontando.
Divenni, dal punto di vista pratico, il suo “aiutante di campo”, nella battitura al computer dei
testi per i suoi numerosi articoli e libri, nella ricerca e “copiatura” dei materiali che andavo a
cercargli – in originale – soprattutto cartine militari e che mettevo “in pulito”, compresi i suoi
appunti e i disegni della campagna di Russia.