Di Ersilio Teifreto cultore della storia degli Antoniani,annullo postale con la lettera TAU, il timbro che riporta l’avvento di Novoli.Le reliquie del Santo protettore nel 2006 arrivano a Novoli provenienti da Arles.

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Redazionale non giornalistico di Ersilio Teifreto  fedelissimo delle reliquie e ricercatore sul culto per Sant’Antonio Abate .

Nel 2006 da Arles in occasione del Giubileo Antoniano arrivano a Novoli le reliquie del Santo Patrono.

Il Sig. Sindaco. Oscar Marzo Vetrugno  da parte di tutta la  cittadinanza esprime un sentimento al Diagono Don Perry della diocesi Francese presente a Novoli e custode delle reliquie che la città di Arles  con la concessione delle sacre spoglie di Sant’Antonio Abate del fuoco hanno fatto  alla comunità Novolese, al Salento e alla nostra terra, che significano un  grande atto di devozione ai suoi insegnamenti di Vita e di preghiera.  

Le reliquie nell’anno 561 furono traslate ad Alessandria d’Egitto, nella chiesa di San Giovanni. Intorno il 635, successivamente furono spostate a Costantinopoli. Il nobile francese Jocelin de Chateau Neuf  nel XI secolo le furono donate  dall’Imperatore di Costantinopoli con estremo coraggio  le portò in Francia nel Delfinato alla Motte San Dider . Nel 1070 il nobile Guigues de Didier nel 1070 fece costruire nella zona una chiesa dove vennero depositate .

Siamo ai nostri tempi e il Culto per il Santo eremita accosta anche i giovani.Per la prima volta nella storia, nel gennaio 2006, in occasione del Giubileo antoniano, le reliquie di sant’Antonio abate hanno lasciato la città di Arles (Francia). Dal 6 al 13 gennaio 2006 sono state ospitate nel Santuario storico nel Comune di Sancta Maria De Novis attuale Novoli terra tra i due mari in provincia di Lecce, accolte dal don Francesco Parroco del paese, dal Sig. Sindaco Oscar insieme ai  fedeli che sono arrivati da ogni parte per venerare e pregare sulle reliquie.

Le Reliquie sono giunte a Novoli Puglia in una teca protetta a bordo di un  veicolo speciale  accompagnate  dal Vescovo di Lecce, dal comitato festa e stata  improntata una accoglienza particolare, dopo una tappa al centro dell grande Piazza Regina Margherita nella cornice del Palazzo Baronale sono proseguite in Processione fino al Santuario in Piazza Sant’Antonio. Il circolo Sant’Antonio Abate, la Proloco Novolese  e tutta la comunità dei costruttori della Fòcara, i giornali satirici  le Faschiddhre te la Fòcara, l’Artiere ecc. hanno collaborato per tutta la settimana accogliendo i numerosi pellegrini (trentacinquemila  presenze, 85 località limitrofe) Il Santuario ha registrato  la presenza di tanti pellegrini  accorsi numerosi ed entusiasti anche da  fuori Regione con provenienza registrate, 12.000 ostie consumate in Chiesa, 40.000 immaginette sacre e icone del Santo divise). Nel contesto del Giubileo Antoniano concesso da papa Giovanni Paolo II con Decreto della Penitenzeria Apostolica del 30 luglio 2004 la comunità di Novoli  ha provato delle emozioni che resteranno scolpite a carattere indelebile nel cuore dei partecipanti. Il 6 gennaio 2006 le reliquie sono ripartite per  Lecce e rientrare ad Arles città Romana  nella Primaziale basilica cattedrale.

Dal sito Comune di Novoli

Nonostante la nuova chiesa, costruita con le “elemosine” dei cittadini, il vero culto tardò diversi anni. La Sacra Congregazione dei riti di Roma diede il suo parere favorevole solo settant’anni dopo il 28 gennaio del 1664, precisamente il 3 agosto 1737, dopo una nuova ed incalzante richiesta del popolo, riunito il 2 giugno 1737 dal Sindaco Lorenzo Ruggio, alla presenza del Luogotenente Giovanni Battista Agazi. La nuova proclamazione ufficiale della Curia vescovile di Lecce, comprendente il decreto della Congregazione, con la quale si accertava che Novoli non avesse altri protettori, avvenne il 23 agosto dello stesso anno.

Da allora, il 17 gennaio fu dichiarato festivo e la festa in onore del taumaturgo è cresciuta sempre di più, come l’orgoglio e la gioia dei Novolesi, i quali, però, dovettero attendere fino al 27 luglio del 1924 per esporre e venerare la reliquia del Santo che giunse da Tricarico, paese in provincia di Matera, segnando una delle pagine più importanti e belle della storia del centro nord – salentino. La S. Reliquia fu riposta prima sull’altare che contemplava il simulacro del Santo e poi nella nicchia marmorea all’interno della Cappella di S. Antonio.

Successivamente, dopo le giornate di preghiera e festa, fu predisposta una lapide sulla quale venne riportato il discorso che Madaro aveva pronunciato, insieme ai nomi dei vescovi di Tricarico e di Lecce, che tanto si erano prodigati per questo importante avvenimento, destinato ad entrare nelle pagine più importanti della storia Novolese.

rilevatore Ersilio Teifreto dal sito del Comune di Novoli

A Novoli una reliquia proveniente da Tricarico si trova nel Santuario del Protettore.  Nella Chiesa di Tricarico dal 1588 è presente una lapide  dedicata al Santo Protettore degli animali ed  elenca una serie di reliquie     custodite , tra queste una reliquia  è quella che è stata donata a Novoli, individuato come Sant’Antonio di Vienne .

Autore Ersilio Teifreto