Ranverso nel giorno della festa ricorda San Biagio con gli affreschi di Jaquerio.

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RANVERSO NEL GIORNO DELLA FESTA PER SAN BIAGIO.

In passato dalla torre  campanaria di Ranverso dove  c’è una campana molto potente  il suono per chiamare i fedeli alla Santa Messa lo sentivano anche gli abitanti di Rivoli e Avigliana, inoltre: la campana veniva suonata in occasione della festa Patronale di Sant’Antonio Abate, per la festa di San Biagio  e di Sant’Isidoro da un campanaro, con una serie di martelletti di diversa grandezza,   traevano  suoni melodiosi per allietare il percorso delle processioni nel borgo.

Nella Chiesa di Ranverso  oltre al culto riservato a Sant’Antonio Abate , è nota la devozione degli abitanti di Rosta e Buttigliera a San Biagio.

Affresco di Jaquerio

Il miracolo di San Biagio del bambino liberato dalla lisca di pesce.

La leggenda vuole che una madre disperata si rivolse a lui quando suo figlio stava per morire soffocato a causa di una lisca di pesce conficcata in gola. Il Santo si limitò a dare al bambino un pezzo di pane, la cui mollica fece uscire la lisca permettendogli di respirare.

San Biagio in lotta Affresco di Jaquerio.

Il motivo dell’antica venerazione nella chiesa di Ranverso dove si possono ammirare degli  affreschi che riportano la figura  San Biagio potrebbe ricollegarsi non tanto alla protezione per le comuni malattie delle prime vie aeree, quanto alla grave malattia infettiva della difterite, di cui sono accertate epidemie nel XVII secolo nella collina morenica e che procurarono non pochi lutti, specie tra i più piccoli, di solito morenti per asfissia.

 

Affresco di Jaquerio

Non è da escludere che il particolare culto degli abitanti che nel corso degli anni abitarono  il borgo con la tradizione di portare in processione  la Statua del Santo  e accendere dei falò, sia strettamente collegato tramite i discendenti che nell’anno 1.150 su un Ex Pilone votivo dedicato a San Biagio fecero costruire  la prima cappella primitiva a forma di capanna in onore a Sant’Antonio Abate  il vero  cuore di tutto il concentrico della precettoria.

NOVOLI un falò per San Biagio

La chiesa a lui dedicata e sita in via Pendino edificata intorno al 1645, fu ricostruita a fine ‘800 in quanto versava cattive condizioni. Nel 1883, infatti, i sacerdoti novolesi don Luigi Francioso e don Salvatore Parlangeli decisero di abbattere la precedente chiesa e ricostruirne un’altra grazie anche alle offerte dei fedeli. Nel 1890 don Pasquale De Matteis donò la sua casa che è poi divenuta la sagrestia della rettoria.

Oggi la cappella intitolata a “S. Biagio e Maria SS. dei fiori” appartiene alla parrocchia Sant’Andrea Apostolo.

Giovedì scorso con la traslazione del simulacro presso la chiesa matrice si è dato inizio al solenne triduo in preparazione alla festa ogni sera alle 17,30 con la recita del santo rosario, la preghiera al santo e la messa.

Nel giorno dedicato alla memoria del santo della gola alle 18:00 dopo la recita del rosario, la solenne eucaristia con la benedizione della gola al termine della quale la statua del  santo ritornerà processionalmente per un breve tragitto nella sua cappella.

 

DFocara un falò per San Biagio a Novoli.

Da  quattro  anni è tornata anche la tradizione della focara di San Biagio a Novoli. Sabato 8 febbraio con la partecipazione delle associazioni “Donne della focara” e “Comitato feste Sant’Antonio abate” che hanno contribuito alla realizzazione della focara e della festa. Alle 21:00 in piazza Tito Schipa è in programma l’accensione del piccolo falò a cura della Pirotecnica salentina.

autore Ersilio Teifreto