Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso e fabbricati annessi (zona di rispetto) (D.M. 07/02/1978);Regione Piemonte. Rappresentata dal complesso abbaziale (precettoria) di Sant’Antonio di Ranverso, entrato a far parte dei beni dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro a seguito.

ALLEGATO A – DICHIARAZIONE DI NOTEVOLE INTERESSE PUBBLICO DEL
TENIMENTO DI SANT’ANTONIO DI RANVERSO ai sensi dell’articolo 136, comma 1,
lett. c) del d.lgs. n. 42/2004. Comuni interessati: Buttigliera Alta (TO), Caselette (TO),
Rosta (TO)
1. Descrizione generale dell’area e motivazioni della tutela
Il Tenimento di Sant’Antonio di Ranverso si trova in posizione baricentrica rispetto a
diverse importanti aree di interesse paesaggistico, naturalistico e geologico. Il lembo
settentrionale è ricompreso all’interno del Sito di Importanza Comunitaria “Monte Musinè e
Laghi di Caselette”; la parte centrale è interessata dalla Zona intermorenica aviglianese
(D.M. 1/8/1985); a ovest si colloca l’affioramento roccioso del Moncuni, Sito di Interesse
Regionale. Ai piedi del Moncuni si trovano i Laghi di Avigliana, riconosciuti quali Sito di
Importanza Comunitaria e Zona a Protezione Speciale, nonché inseriti nell’omonimo parco
naturale; a est del Tenimento si eleva infine la Collina Morenica di Rivoli (D.M. 1/8/1985).
I Tenimenti della provincia torinese sono collocati in aree a carattere periurbano in un
territorio caratterizzato da una netta impronta insediativa: Sant’Antonio di Ranverso, in
particolare, si pone al centro fra le conurbazioni di Rosta, Buttigliera Alta e Caselette e
costituisce una sorta di “polmone verde” all’interno di un ambito fortemente urbanizzato.
Per quel che riguarda la rete dei beni culturali, la più importante emergenza architettonica
è rappresentata dal complesso abbaziale (precettoria) di Sant’Antonio di Ranverso,
entrato a far parte dei beni dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro a seguito
dell’abolizione, tramite bolla papale, dell’Ordine Antoniano nel 1776.
La precettoria – il complesso costituito dalla chiesa, il convento, le cascine e l’ospedale –
fu costruita in seguito a una donazione (1180-1185 circa) del conte Umberto III di Savoia,
che la volle in prossimità di un ramo della Via Francigena e la affidò agli Antoniani, che si
dedicavano all’assistenza dei pellegrini che percorrevano la strada devozionale; a questo
scopo venne costruito l’ospedale, edificato alla fine del XV secolo.
Al momento dell’acquisizione del Tenimento da parte dell’Ordine mauriziano, esso era
prevalentemente composto da un’ampia estensione di boschi, prati e campi, al centro
della quale si collocavano gli edifici della precettoria ospedaliera. Essa comprendeva la
chiesa di Sant’Antonio e gli adiacenti Palazzo del Priore e Cascine di Levante, Bassa, di
Mezzo, di Ponente (sistemati in una “corte” chiusa da muri e percorsa dal canale di Rivoli),
nonché l’Ospedaletto sull’altro lato della strada e la Cascina Grangetta più a nord, oltre la
Dora, unita al complesso principale tramite un ponte in legno.
Tali edifici erano sorti successivamente alla fondazione della precettoria, giacché le prime
notizie dell’insieme riportavano la sola presenza di chiesa, monastero e ospedale. Il
monastero, posto a sud della chiesa, venne inglobato negli edifici della Casa Priorale (XVII
secolo) e più tardi in quelli della Cascina di Mezzo (1724); l’ospedale, già sistemato
separatamente dagli altri fabbricati lungo la cortina opposta della strada, mantenne solo la
facciata tardoquattrocentesca, ma fu completamente ridisegnato nella parte retrostante
quando venne adibito, nel 1738, ad azienda agricola con la denominazione di
Ospedaletto.
Nell’ultimo ventennio del Settecento, l’Ordine Mauriziano curò grandi lavori di
trasformazione, intrapresi allo scopo di razionalizzare i percorsi e di migliorare lo
svolgimento delle attività agricole. Furono risistemate le aziende che facevano parte del
complesso della precettoria e tracciate (1778) nuove strade o rotte di caccia realizzate nei
boschi circostanti Ranverso, che ricoprivano anche la funzione di supporto alla
2
manutenzione degli stessi. Tali percorsi spiccavano per il loro disegno regolare, rettilineo,
talvolta scenografico: è il caso di quelli che incorniciano la Cascina Nuova e il grande
complesso principale.
Fra le altre strade storiche presenti all’interno del Tenimento vi è il sentiero, risalente al
XVIII secolo, che, in direzione nord-sud, collegava la cascina Grangetta al concentrico,
oggi solo parzialmente riconoscibile, in quanto la costruzione di numerose infrastrutture
viarie ne ha compromesso la continuità.
L’andamento dei piccoli corsi d’acqua è invece ancora oggi distinguibile; il tracciato della
ferrovia Torino-Modane, ad esempio, segue quello di una vecchia bealera.
La Cascina Nuova fu progettata da Giovanni Battista Ferroggio nel 1782-1785, secondo il
modello razionale che informava le aziende rurali settecentesche: una grande corte, dal
disegno regolare, recintata dal muro, in cui i corpi edificati (abitazione, stalla, fienile e
tettoie) si sviluppano senza soluzione di continuità lungo il perimetro, a racchiudere lo
spazio centrale.
Lo stesso progettista, tra 1781 e 1783, eseguì la sostituzione di due delle vecchie cascine
che costituivano la precettoria con nuove abitazioni e, soprattutto, nuove stalle dal disegno
moderno (1789), ovvero completamente in muratura.
Ancora nella zona boschiva a sud del complesso della precettoria, nel 1830, lungo la
strada del Moncenisio, sorse una stazione di posta che gradualmente si sarebbe
trasformata in azienda rurale – la Cascina Baraccone, nona azienda del Tenimento. Più
tardi, nel 1857, venne infine risistemata la chiesetta campestre della Madonna dei Boschi.
La Cascina Baraccone si trova attualmente in condizioni di abbandono, mentre altri edifici
rurali del Tenimento, come la Cascina Grangetta, ospitano tuttora aziende agricole in
attività; sulla Cascina Nuova sono in corso interventi di manutenzione.
A testimonianza del valore storico-culturale e ambientale del Tenimento di Sant’Antonio di
Ranverso, su di esso sono operanti diversi regimi di tutela:
Vincoli monumentali:
− abbazia di Sant’Antonio di Ranverso e fabbricati annessi, siti lungo la strada di
transito della val di Susa verso il Moncenisio e il Monginevro (R.R. n. 203 del
12/01/1978; Not. Min. 06/04/1910); Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso e fabbricati
annessi (zona di rispetto) (D.M. 07/02/1978);
Vincoli paesaggistici:
− dichiarazione di notevole interesse pubblico della Zona Intermorenica Aviglianese
(D.M. 01/08/1985).
La dichiarazione riconosce il ruolo svolto dalla proprietà mauriziana nel preservare
parzialmente l’unità territoriale e l’integrità della trama agraria del Tenimento, aspetti che
ne determinano i tratti peculiari e lo rendono meritevole di tutela. Essa si pone in continuità
e coerenza con le indicazioni del Piano paesaggistico regionale (p.p.r.), adottato con
deliberazione della Giunta regionale 4 agosto 2009, n. 53-11975, che, all’articolo 33,
prevede per i Tenimenti mauriziani la procedura di cui agli articoli 138-140 del Codice.
Per le motivazioni sopra richiamate, si dichiara il notevole interesse pubblico del
Tenimento di Sant’Antonio di Ranverso ai sensi dell’articolo 136, comma 1, lett. c) del
d.lgs. n. 42/2004, in quanto “complesso di cose immobili che compongono un caratteristico
aspetto avente valore estetico e tradizionale, inclusi i centri ed i nuclei storici”.