Ersilio Teifreto al contrario di chi lo contesta scrive e conosce bene il motivo per cui fu costruito il borgo di Sant’Antonio di Ranverso dove nei pressi  della Primitiva Chiesa già esistente nel territorio  di Rosta quando nell’anno 1.100 fu visitata e consacrata da  Papa Callisto che si recava a Roma  il luogo si trova  su una delle varianti  della via francigena che partiva da  Canterbury  e  proseguiva per Roma fino a Otranto dove i pellegrini si   imbarcavano per Gerusalemme.

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I costruttori furono i monaci Antoniani di Saint-Antoine di Viennois  provenienti da  Motte-Saint-Didier nel Delfinato della  Francia dove furono portate le reliquie di Sant’Antonio Abate,  qui  costruirono la prima Casa Foresteria con Ospedale  per accogliere i malati dell’Erps Zoster. Anche a Ranverso sula scia della motte Saint Didier i monaci oltre la Casa Foresteria Ospedale  diventata nel 1.400 un vero piccolo Ospedale con circa 20 posti letto. furono loro a ingrandire  la Primitiva Chiesa già esistente a capanna edificata su un ex pilone votivo   in onore a Sant’Antonio Abate, uno scritto di Goffredo Casalis riporta che  in passato a Ranverso vi era una reliquia del Santo del deserto e  dove si costituì una congregazione, quella dell’Ordine degli Antoniani.

Il Santo in un olio su tela del Moretto, databile al 1530-1534 e conservato nel santuario della Madonna della Neve di Auro, in provincia di Brescia
Il Santo in un olio su tela del Moretto, databile al 1530-1534 e conservato nel santuario della Madonna della Neve di Auro, in provincia di Brescia

Così anche a Ranverso i malati iniziarono ad affluire a quella chiesa. Erano soprattutto persone affette dal fuoco di sant’antonio. La congregazione degli Antoniani, a quel punto, divenne a tutti gli effetti un Ordine Ospedaliero e si dedicò a curare gli affetti di quella malattia. Addirittura nel secolo 1.400 si costruì per loro un ospedale. Il borgo  che vi sorse intorno si chiamò  Sant’Antonio di Ranverso.

10 Gennaio  2021 alle 22:58

Continua Ersilio Teifreto tutti possiamo documentarci accuratamente, ma è molto improbabile che riuscirai a “fregare” chi in quei luoghi ci abita davvero. Di solito ci accorgiamo  che le argomentazioni sono aliene. Quindi  quando si passa alla pratica si  finisce che sono proprio loro i sapientoni del 2022  a contenere  rilevanti elementi di artificiosità poco piacevoli.

Penso che  una buona documentazione  sia alla base. Certo che, se l’autore o l’autrice ha visitato o conosce molto bene il luogo di cui parla, dialogando con gli abitanti autoctoni , saprà trasmetterne certe sfumature, sensazioni e atmosfere che solo l’esperienza diretta consente di catturare.

Ersilio Teifreto al contrario di chi lo contesta scrive e conosce bene il motivo per cui fu costruito il borgo di Sant’Antonio di Ranverso dove nei pressi  della Primitiva Chiesa già esistente nel territorio  di Rosta  nell’anno 1.100 fu visitata e consacrata da  Papa Callisto che si recava a Roma  il luogo si trova  su una delle varianti  della via francigena che partiva da  Canterbury  e  proseguiva per Roma fino a Otranto dove i pellegrini si   imbarcavano per Gerusalemme.