La pubblicazione con foto del bastone Tau utilizzato da Ersilio Teifreto. Lo storico torinese Goffredo Casalis56 riferisce che l’abbazia di S. Antonio di Ranverso dal 1228 fu retta dai monaci di Chimonte, i quali come quelli di San Gillio, dipendevano dalla magione templare di S. Egidio di Moncalieri. Ritroviamo il simbolo del TAU QUI costruirono una casa, probabilmente utilizzata come ospedale59.

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Il Rubini segnala che a Moscufo, nella provincia di Pescara, si può
osservare nel giro absidale esterno della chiesa benedettina di Santa
Maria del Lago, il “TAU”53
, segno a forma di T (la lettera T nell’antico
alfabeto ebraico è simile alla lettera X iniziale del greco Christòs) o di
stampella, di cui si appropriarono, quale simbolo delle sofferenze fisiche,
gli ospitalieri Antoniniani54
, meglio noti come Cavalieri del TAU, dediti
all’assistenza e alla cura dei malati di lebbra, “fuoco di Sant’Antonio”,
etc. Questi ospitalieri Antoniniani o Cavalieri del TAU avevano la loro
precettoria generale d’Italia nell’abbazia di S. Antonio di Ranverso,
costruita intorno al 1188 nella bassa Val di Susa, tra Rivoli ed Avigliana,
lungo la via delle Gallie, già “Via Romea”, interessata al passaggio di
mercanti, pellegrini e contingenti armati. Gli Antoniniani portavano
cucito sul loro abito nero il simbolo del TAU di colore azzurro, ed erano
grandi allevatori di maiali (marchiati sulla groppa col simbolo del TAU)
poiché vi ricavavano il lardo che veniva usato dai monaci per
massaggiare le parti del corpo colpite dalla cancrena
55
. Lo storico
torinese Goffredo Casalis56 riferisce che l’abbazia di S. Antonio di
Ranverso dal 1228 fu retta dai monaci di Chimonte, i quali come quelli di
San Gillio, dipendevano dalla magione templare di S. Egidio di
Moncalieri. Ritroviamo il simbolo del TAU nell’abbazia cistercense di
Morimondo, in provincia di Milano, nonché nella chiesa templare di
Santa Croce a Rimini e nel Palazzo di Santa Croce a Veroli, il quale
secondo il Rotundo doveva essere sede di una frangia della cavalleria
templare dedita esclusivamente a funzioni assistenziali ed ospedaliere57
.
In effetti si trovano tracce dei Cavalieri del TAU anche in zone dove i
templari ebbero molte magioni, come in Toscana, dove nella cittadina di
Altopascio, probabilmente luogo d’origine di questa cavalleria, ancora
oggi si svolge in loro onore una sfida tra balestrieri (il TAU aveva anche
la forma della balestra). Tornando alla benedettina Santa Maria del Lago,
già Santa Maria ad lucum, toponimo che si trova alternato con Santa
Maria ad lacum
58
, poco si sa a causa della distruzione dell’abbazia,
costruita prima dell’anno Mille e riedificata nel sec. XII. Non ci sono
documenti che provino la pertinenza templare della chiesa. Sembra
evidente che per ipotizzare una probabile presenza della militia in Santa
Maria del Lago, non basta dire che esistevano complessi benedettini,

53 A. RUBINI, I Templari…, op. cit., p. 90.
54 B. CAPONE, I Templari in Italia, Milano, Armenia, 1977, pp. 67-68.
55 Ritroviamo il simbolo del TAU e le ghiande, cibo preferito dai suini, come principale elemento
decorativo del complesso architettonico della precettoria generale, che conserva ancora oggi la veste
gotica.
56 GOFFREDO CASALIS, Dizionario geografico, storico degli Stati del Re di Sardegna, 1849, vol.
XVIII, p. 114; cit. rip. in Ibidem, p. 67.
57 D. ROTUNDO, Templari, misteri e cattedrali, Roma, Ed. Templari, 1983, p. 93.
58 A. RUBINI, Arte sacra in Abruzzo, Pescara, Ed. C.A.DO.F., 1977, p. 17.
come l’abbazia di Torremaggiore in Capitanata, che furono dati ai
Templari.
A Penne i Templari possedevano due magioni, una delle quali era
situata nel centro storico ed era costituita dalla chiesa di San Giovanni
Battista dei Templari o dei Cavalieri di Malta, con il relativo convento ed
una casa, probabilmente utilizzata come ospedale59
. La seconda magione
potrebbe corrispondere alla chiesa di Santa Maria di Borgonovo, la quale
risulta tra i possedimenti dell’Ordine di San Giovanni quando gli
ospitalieri avevano già una Commenda dentro le mura
60
.
Tra le mansioni templari non più esistenti sul territorio, oltre alla
chiesa di Santa Maria ad Pontes con l’annesso fortilizio nei pressi di
Scurcola Marsicana, della quale abbiamo già trattato, ricordiamo quella
di Monte Odorisio, di S. Salvatore presso Vasto61
, quella di “Penna
Luce”, probabilmente situata sempre nel Vastese e quella di
Castelluccio, p