Furono i primi  discendenti di Sant’Antonio di Ranverso quando tra Avigliana e Rivoli, imperversava un’epidemia di “fuoco sacro” nella storia appare una Benefattrice ricca marchesa di Avigliana tra i vincoli per la costruzione dell’Ospedale Precettoria obbligò di ingrandire la piccola Chiesetta dove i devoti e malati si recavano per chiedere la grazia e la guarigione a Sant’Antonio Abate  . Mentre i nobili  discendenti delle reliquie portate alla Motte Saint Didier attribuiscono ai nobili Gaston e Guérin de la Valloire, padre e figlio, che insieme ad alcuni compagni si impegnarono per assistere i pellegrini che si presentavano per una grazia nella piccola  chiesa di Saint-Antoine l’Abbaye.

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Stemma Motte Saint Didier

2. Le origini: da fraternità laica a ordine canonicale
Le spoglie del santo, secondo la tradizione, trovarono collocazione in una chiesa di
proprietà dello stesso Jocelin, e divennero presto un’attrattiva per i pellegrini28.
Secondo l’Inventaire, Jocelin avrebbe per lungo tempo ritardato la costruzione di una
nuova chiesa che accogliesse le reliquie del santo, e sarebbe stato il suo discendente
Guigo Desiderio a collocare le spoglie di Antonio in una chiesa ritenuta idonea29.
Le lacune documentali non consentono di avere un quadro completo sui primi tempi
di attività della fraternità antoniana, la cui fondazione si attribuisce ai nobili Gaston e
Guérin de la Valloire, padre e figlio, che insieme ad alcuni compagni si impegnarono
per assistere i pellegrini che si presentavano alla chiesa Saint-Antoine. Secondo il
Falco, verso il 1095 Gaston avrebbe fondato la comunità ex voto, a seguito della
guarigione di Guérin da una malattia al tempo molto diffusa nella Francia
meridionale e detta, nelle cronache, ignis sacer30. Numerosi pellegrini si riversavano
presso i santuari alla ricerca di grazie e guarigioni, votandosi a diversi santi, tra i
quali, oltre sant’Antonio eremita, san Marziale e santa Maria. La guarigione miracolosa
di Guérin, stando alla tradizione voluta da sant’Antonio, non poté far altro che accrescere
la fama del santuario e, di conseguenza, della comunità.

Stemma Ranverso

Possiamo sintetizzare che l’Ordine degli Antoniani già nel XII secolo si sviluppò rapidamente, dando vita a numerose dipendenze, tant’è che la presenza degli Antoniani in Piemonte è attestata intorno all’anno 1186 nella
città di Susa, e successivamente a Ranverso, ove si insediarono in un complesso già esistente.
Non tutti gli studiosi concordano sulla data della fondazione di Ranverso.
Alcuni, e tra di loro Placido Bacco13, fanno risalire la nascita del nucleo originario al conte Umberto III di Savoia intorno all’anno 1098. Siamo negli
anni in cui in questa zona, tra Avigliana e Rivoli, imperversa un’epidemia
di “fuoco sacro” ed è verosimile la storia che vede una marchesa di Avigliana impegnata a chiedere al marito, di recente tornato da una crociata,
di intercedere presso il gran Maestro dell’Ordine, Gastone dei Gastoni, per
ottenere l’invio di frati infermieri Antoniani per fondare un Ospedale che
alleviasse le sofferenze della popolazione residente, in grandissima parte formata da poveri e miserabili contadini.
Per la realizzazione venne scelta una regione detta Rivus inversus, perché in
tale luogo scorreva un rio denominato Rio Inverso.

 

di Ersilio Teifreto blog ToriNovoli

Furono i primi  discendenti di Sant’Antonio di Ranverso quando tra Avigliana e Rivoli, imperversava un’epidemia di “fuoco sacro” nella storia appare una Benefattrice ricca marchesa di Avigliana tra i vincoli per la costruzione dell’Ospedale Precettoria obbligò di ingrandire la piccola Chiesetta dove i devoti e malati si recavano per chiedere la grazia e la guarigione a Sant’Antonio Abate  . Mentre i nobili  discendenti delle reliquie portate alla Motte Saint Didier attribuiscono ai
nobili Gaston e Guérin de la Valloire, padre e figlio, che insieme ad alcuni compagni si
impegnarono per assistere i pellegrini che si presentavano per una grazia nella piccola  chiesa di Saint-Antoine l’Abbaye.

Ersilio Teifreto