STUDIO Raggiungere un obbiettivo o un sogno ci rende tutti allo stesso livello.

Il livello professionale, pertanto vi faccio una piccola introduzione sul primo obbiettivo.
Per iniziare vi dico che il mio nome mi contraddistingue sin da bambina, i miei genitori hanno scelto bene e non ho mai potuto lamentarmi in merito, perché vent’anni fa non era così comune come invece è diventato al giorno d’oggi e quando dichiaravo di essere Sharon, tutti i bambini mi guardavano con occhi meravigliati, invidiosi e diffidenti.
Sharon non mi appartiene solo come nome di persona, ma mi racchiude come un manto e mi segue come un’ombra, pertanto cerco sempre di non sottovalutare il potere che ne deriva.
Continuo col dire che il mio nome si è associato sin dall’infanzia alla parola scrittura; probabilmente nel momento stesso in cui ho imparato a distinguere le lettere dell’alfabeto e a metterle in modo che formassero una frase, tutto mi è stato chiaro.

Il dono poi è stato una conseguenza, quando la mia mente ha iniziato ha creare scenari che nessun’altro poteva vedere, personaggi invisibili che mi accompagnano ancora oggi; anche mentre sto scrivendo questa biografia, loro sono al mio fianco, in silenzio, muti come se non avessero la lingua, ma presenti con costanza, quasi a voler giudicare il mio testo, ma non me curo e andrò avanti nella spiegazione della mia persona, abituata a guardare ciò non esiste realmente.

Non vi farò perdere tempo citando tutti i grandi e medi autori che hanno influenzato il mio stile narrativo e nemmeno che cosa ho imparato da loro, ma passerò direttamente alla parte in cui ho compreso veramente quello che volevo comunicare nei miei romanzi e così ho scritto per essere letta e non più per me stessa.

Un cammino non facile lo ammetto, ma non impossibile, con la giusta tenacia e con la forza di volontà si possono fare miracoli e quindi tutto il percorso fin ora mi ha condotta proprio qui, su questa pagina, in questo blog, ospitata da Maria Teresa che devo ringraziare per la gentilezza con cui si è approcciata a me e alla mia passione.

Per ultimo, ma non meno importante, non scrivo perché ho qualcosa da dire, ma perché ho voglia di dire qualcosa e lo faccio principalmente sul mio blog My Blog Scrittrice.

Si può scrivere anche senza un titolo di studio?

Questo è un argomento molto spinoso per la maggior parte delle persone che per un motivo o per un altro non hanno potuto conseguire un diploma o una laurea.
Una discussione che tratterò in modo personale per abbattere uno stereotipo nato con l’intento di dividere in due gruppi le persone e racchiuderle in un determinato ambito. Da una parte troviamo le persone istruite con i loro pezzi di carta in mano, dall’altra invece quelle senza titolo di studio.

Per la società un laureato vale più di chi ha la terza media, lo posso anche capire, sul serio, una buona istruzione sicuramente apre porte nella vita inaccessibili facilmente al secondo gruppo di persone, ma attenzione, ho detto facilmente. Credo che volere sia potere, anche se per chi non ha la strada spianata il percorso sarà sicuramente molto più difficoltoso e tortuoso.

Capisco questo bisogno di differenziare le persone in base alla loro istruzione, lo capisco fin troppo bene, appartengo al gruppo senza titolo di studio e ammetto che è il mio tallone di Achille, posso immaginare che anche per molti di voi sia un difetto penalizzante.

Purtroppo l’unico modo per superare questo blocco è di credersi all’altezza e uguali ai colleghi sapientoni. Non voglio certo screditare nessuno, ma si sa bene che a volte la loro convinzione di superiorità è palese e traspare da ogni singola parola che pronunciano.

In passato mi è capito di sentirmi dire che non avrei potuto inseguire il mio sogno di diventare una scrittrice perché senza la giusta formazione non potevo ritenermi equiparabile a chi invece aveva studiato, affrontando un percorso e facendo dei sacrifici. I sacrifici però li ho fatti anch’io, non come gli studiosi, ovvio. Ma per imparare la metà di quello che a loro è stato insegnato da persone competenti, ho dovuto piangere lacrime di sangue e scalare una montagna con appigli scivolosi, tutto rigorosamente da sola. Sono due tipi di sacrifici differenti, ma non per questo uno o l’altro hanno meno valore per l’interessato, bisognerebbe innanzitutto avere rispetto per il prossimo, perché nessuno è migliore di un altro.

L’ultimo episodio riguardante questo argomento è incentrato su dei commenti a un articolo che avevo pubblicato sul mio blog, di una persona che ha accampato pretese e offese senza un valido motivo.
Le sue ragioni non avevano una base solida e le offese per la mia incompetenza nei riguardi dei miei progetti, dichiarati non accessibili alla mia persona perché non ho titolo di studio, mi hanno molto ferita, so bene che non bisognerebbe prestare attenzione alle malelingue e so ancor meglio che le critiche servono a crescere individualmente. In ogni caso la sua esplicita allusione mi ha dato molto da pensare e così ho voluto condividere con voi questa esperienza, per capire se sono l’unica a trovarsi in questa scomoda posizione, o se qualcuno è sulla mia stessa lunghezza d’onda.

Tra l’altro offendere uno scrittore o un blogger solo perché non ha titolo di studio, credo che sia una cosa meschina, perché il sapere si può apprendere in molti modi, così come lo stile narrativo di ognuno è diverso in base al proprio vissuto ed idee, quindi evitiamo di giudicare ignoranti le persone che appartengo al secondo gruppo.

e la gelosia non è certo un modo corretto per mettersi in mostra, al contrario, dichiara un’insicurezza interiore palesemente discutibile.

Credo quindi che non bisogna per forza possedere un titolo di studio, quale esso sia, per diventare uno scrittore. Ovviamente una mente che ha appreso un’istruzione elevata sarà in grado di creare un buon testo, ma attenzione, ho detto testo, non racconto. Conoscere la grammatica non vuol dire essere in grado di scrivere una storia e sapere raccontare non vuol dire conoscere la grammatica. Sono due cose completamente diverse, ma in netta coesistenza tra loro.

Scrivere vuol dire avere idee, poi bisogna anche avere l’accortezza di appuntarle nel miglior lessico possibile, ma questa non è una regola precisa ed è nella maggior parte dei casi a discrezione dell’autore. A essere onesta, credo che bisognerebbe prima di tutto scrivere per amor delle storie e poi imparare a raccontare per amor di chi leggerà.

Credevo e credo tutt’ora nei miei sogni e proprio in essi ho trovato la volontà di non farmi screditare da lingue maligne. Nessuno scrittore parla di questo argomento, forse perché a rendersi conto di non conoscere la grammatica o di non avere un titolo di studio appropriato, viene il dubbio di star sbagliando professione, o forse per la sola vergogna che scaturisce da una simile realtà.

Per imparare basta avere la volontà di farlo, internet ci mette a disposizione molti strumenti, non serve necessariamente riprendere gli studi. A volte, superata una certa età, soprattutto se si ha un lavoro e una famiglia diventa complicato gestire tutti gli impegni, quindi abbiate amore per la scrittura e abbiate buon senso di migliorare voi stessi, con qualunque mezzo preferite, ma non cadete nell’errore di smettere di coltivare la vostra passione perché non vi sentite all’altezza, oppure perché credete di non poter raggiungere i vostri obbiettivi.

Avere un sogno comporta molti sacrifici, ma se smettete di crederci, sarà allora e solo allora che i sogni moriranno.

Sharon Vescio