News torinovoli.La Chiesa di Sant’Antonio di Ranverso il suo aspetto odierno. La chiesa primitiva, iniziata tra ii 1180 e ii 1185, era costituita da una sola navata con un’abside semicircolare.

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LA CHIESA
La chiesa, inizialmente costruita in stile romanico, in seguito alle trasformazioni subite nel corso di tre secoli ha assunto forme gotiche. La facciata attuale, che risale alla metà del XIV secolo, presenta tre portali con archi a sesto acuto, a cui si sovrappongono le ghimberghe (la ghimberga è un frontone triangolare proprio dello stile gotico), sormontate da un pinnacolo. La ghimberga centrale non è in asse con la facciata, ma spostata verso la destra di chi guarda, in modo tale da non coprire completamente il rosone, testimoniando così che le ghimberghe costituiscono un’aggiunta posteriore; esse risalgono infatti alla grande sistemazione della chiesa, avvenuta alla fine del XV secolo. Ai lati della ghimberga centrale si aprono due finestre monofore.
La facciata è abbellita e movimentata da una ricca decorazione in terracotta. Questo tipo di decorazione rappresenta la fusione di creazione artistica ed esecuzione artigianale: infatti gli elementi decorativi ideati dall’artista (foglie, rami, frutti, fiori, serie di archetti…) venivano riprodotti in formelle tramite stampi, che consentivano di ripetere innumerevoli volte i motivi ornamentali. A S. Antonio di Ranverso sono state così create comici per ornare i portali, le ghimberghe, le finestre, il rosone, ma anche i coronamenti del tetto, i pinnacoli, i fianchi della chiesa, l’abside, il campanile. La facciata presenta inoltre una decorazione dipinta a motivi geometrici, eseguita agli inizi del XVI secolo. L’abside poligonale, risalente alla fine deli XV secolo, è percorsa da alti contrafforti.
I tre portali della tacciata danno accesso a un portico, eretto intorno alla metà dei XIV secolo. Esso è coperto con volte a crociera, la mediana delle quali è decorata con affreschi cinquecenteschi; la scena più facilmente leggibile rappresenta la nave che trasporta da Costantinopoli alle coste francesi il corpo di S. Antonio Abate, che sarà poi sepolto nella chiesa della cittadina di La Motte St. Didier in Delfinato. Le volte sono sostenute da pilastri con capitelli e da mensole, tutti realizzati in pietra verde, che crea un contrasto cromatico con il rosso delle strutture in cotto; sia i capitelli sia le mensole, scolpiti da un anonimo artista piemontese intorno al 1280, sono ornati con teste umane, animali e mostri, secondo l’usanza diffusa nel Medioevo. Dal portico si accede alla chiesa attraverso tre portali; nella lunetta del portale centrale si trova un affresco risalente alla fine del XV secolo, che raffigura una Madonna con Bambino tra S. Giovanni Evangelista e un altro Santo.

IL CAMPANILE
Il campanile di stile gotico, che si innalza sul fianco sinistro della chiesa e risale alla seconda metà del XIV secolo, è stato costruito su quello primitivo, molto più basso. Esso è suddiviso in cinque piani, dei quali il terzo presenta finestre bifore sui lati Nord e Ovest, e due orologi sui lati Est e Sud, mentre al quarto e al quinto piano si apre una bifora su ogni lato. Il campanile culmina con quattro pinnacoli angolari, in mezzo ai quali si innalza una cuspide ottagonale .

IL CHIOSTRO
AI fianco meridionale della chiesa è addossato un piccolo chiostro, di cui rimane solo un lato; è stato costruito nel corso dell’ intervento architettonico risalente alla fine del XV secolo. Esso è coperto da volte a crociera e si apre sul giardino con archi sostenuti da massicci pilastri in mattoni, a cui sono addossate semicolonne, anch’esse in mattoni.
A sinistra dell’ingresso al chiostro una scala conduce al coro d’inverno dei monaci, attualmente non visitabile. Esso è costruito al di sopra del portico esterno ed è illuminato dalle due finestre monofore che sulla facciata della chiesa fiancheggiano la ghimberga centrale.

L’INTERNO DELLA CHIESA
L’interno è a tre navate divise da pilastri, che sostengono archi a sesto acuto e volte a crociera.
L’impressione di asimmetria e irregolarità che esso suscita trova la sua spiegazione nelle diverse fasi costruttive, che nel corso di circa tre secoli hanno attribuito a S. Antonio di Ranverso il suo aspetto odierno.
La chiesa primitiva, iniziata tra ii 1180 e ii 1185, era costituta da una sola navata con un’abside semicircolare. Queste ridotte dimensioni presto però non furono più sufficienti, dato l’accresciuto prestigio e potere della Precettoria; si ebbe così già nel XIII secolo un primo intervento, con la trasformazione dell’abside in un presbiterio a pianta quadrata. Nel corso del XIV secolo venne attuato un imponente piano di ampliamento della chiesa: vennero costruite le cappelle del lato settentrionale; venne edificato un nuovo presbiterio più grande del precedente coperto da una volta a crociera; fu costruita la cappella ora adibita a sacrestia (in origine forse cappella funeraria od oratorio destinato ai pellegrini); la navata centrale ricevette una copertura con volte a crociera impostate su pilastri; infine venne eretta la navata meridionale. Durante il XV secolo fu aggiunto il coro d’inverno dei monaci al di sopra del portico esterno. Nel corso degli ultimi interventi, che risalgono alla fine del XV secolo, venne costruita l’abside poligonale e rifatta la volta del presbiterio.