Piccola Grande Italia Conte di Savoia Umberto III. Nel ?400 l’Abbazia era l’unica a godere, nella valle, di una certa floridezza tanto da promuovere nel 1470 lavori di ampliamento e decorazione della chiesa e del complesso ospedaliero. Dell’antico complesso monastico si sono conservati la chiesa con il campanile e la sacrestia, un lato del chiostro, l’ospedale, il convento e le cascine. L’attuale aspetto della chiesa è dovuto alla notevole opera di restauro di Alfredo D’Andrade.

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Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso – Rosta (TO)

L’abbazia di Sant’Antonio di Ranverso fu fondata attorno al 1188 lungo l’antica Via Francigena verso i valichi del Moncenisio e del Monginevro…

Come si raggiunge: Da Torino procedere oltre Rivoli e al Km 19.5 della statale del Moncenisio dirigersi in direzione di Avigliana.

Il complesso era in realtà una precettoria dipendente dall’abbazia di Saint-Antoine-du-Viennois (nel Delfinato) e rappresentava una delle tappe di quel complesso sistema di luoghi di accoglienza i cui cardini erano la Sacra di S. Michele, Novalesa e S. Giusto di Susa (poi divenuta cattedrale). Il complesso venne eretto grazie alla volontà del Conte di Savoia Umberto III. Nel ?400 l’Abbazia era l’unica a godere, nella valle, di una certa floridezza tanto da promuovere nel 1470 lavori di ampliamento e decorazione della chiesa e del complesso ospedaliero. Dell’antico complesso monastico si sono conservati la chiesa con il campanile e la sacrestia, un lato del chiostro, l’ospedale, il convento e le cascine. L’attuale aspetto della chiesa è dovuto alla notevole opera di restauro di Alfredo D’Andrade, compiuta nel 1914, che cercò di recuperare l’immagine che l’edificio doveva avere nel secolo XV, quando furono ampliate le strutture originarie. Il sistema abbaziale presenta architetture importanti e fra le più esemplari del tardo Medioevo piemontese, e di non minore rilievo, per qualità e per quantità, è la presenza di affreschi. All’interno della Chiesa l’attenzione viene catturata dal grande polittico che si erge sull’altare maggiore, eseguito nel 1531 da Defendente Ferrari, per voto fatto dalla città di Moncalieri durante una pestilenza. Sopra la struttura in legno dorato che incornicia il polittico, si trova lo stemma della città di Moncalieri. Particolare attenzione merita l’apparato architettonico della facciata della chiesa: su di essa si apre un portico a tre luci sormontate da ghimberghe ornate a foglie giganti, fiori, frutta e ricca vegetazione in cotto e terminanti con pinnacoli. Lateralmente, rispetto alla porta principale, si trovano pilastri a colonnina, con interessanti capitelli in pietra verde, intagliati secondo lo stile lombardo. Accanto alla chiesa sorge il monastero del Settecento con parti quattrocentesche e sul fianco sinistro il campanile con tre piani di bifore, eretto nella seconda metà del Trecento. Da non dimenticare inoltre l’ospedale, che sorge staccato dal monastero.

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