LegAmbiente L’abbazia di Sant’Antonio di Ranverso fu fondata attorno al 1188 lungo l’antica Via Francigena verso i valichi del Moncenisio e del Monginevro.

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Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso R Re eg gi io on ne e – Piemonte
C Co om mu un ne e – Rosta (TO)
D De ef fi in ni iz zi io on ne e – Abbazia tardo mediovo piemontese
D De es sc cr ri iz zi io on ne e L’abbazia di Sant’Antonio di Ranverso fu fondata attorno al 1188 lungo l’antica Via Francigena verso i valichi del Moncenisio e del Monginevro. Il complesso era in realtà una precettoria dipendente dall’Abbazia di Saint-Antoine-du-Viennois (nel Delfinato) e rappresentava una delle tappe di quel complesso sistema di luoghi di accoglienza i cui cardini erano la Sacra di S. Michele, Novalesa e S. Giusto di Susa (poi divenuta cattedrale). Il complesso venne eretto grazie alla volontà del Conte di Savoia Umberto III. Nel ‘400 l’Abbazia era l’unica a godere, nella valle, di una certa floridezza tanto da promuovere nel 1470 lavori di ampliamento e decorazione della chiesa e del complesso ospedaliero. Dell’antico complesso monastico si sono conservati la chiesa con il campanile e la sacrestia, un lato del chiostro, l’ospedale, il convento e le cascine. L’attuale aspetto della chiesa è dovuto alla notevole opera di restauro di Alfredo D’Andrade, compiuta nel 1914, che cercò di recuperare l’immagine che l’edificio doveva avere nel secolo XV, quando furono ampliate le strutture originarie. Il sistema abbaziale presenta architetture importanti e fra le più esemplari del tardo Medioevo piemontese