Spunti di TRADIZIONE alla Precettoria Antoniana per la festa dedicata al Protettore della Chiesa di Sant’Antonio di Ranverso con la benedizione degli animali e dei mezzi agricoli.

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Spunti di TRADIZIONE alla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso

Sant’Antoni allu desertu se mangiava li spaghetti
e lu tiaulu, pe dispettu, ni turcia li furchetti.
Sant’Antoni Sant’Antoni lu nimicu ti lu timoni,
Sant’Antoni nu se lagna, cu le mani se li magna……
Sempre di grande fascino la storia di questo santo, nato in Egitto, a Qumans in Tebaide, nel 251 d.C., ricordato come il più illustre eremita.
Ritiratosi nel deserto per meditare, si narra, fu preda di terribili tentazioni da parte del diavolo, a cui  Antonio seppe  resistere. È per il suo  spirito da eremita che viene considerato il Padre del monachesimo. Venerato come protettore del fuoco è commemorato a Novoli con la famosa Fòcara, la fuoco buono più grande del bacino del Mediterraneo.
A questo proposito va ricordato che anche  in medicina esiste una patologia erpetica che come sintomatologia dà forti dolori urenti, ed è chiamata appunto   fuoco di Sant’Antonio.
Antonio Abate non è solo  protettore del fuoco, è anche il protettore degli animali domestici, da cortile e da stalla. Infatti nella iconografia classica è raffigurato con ai piedi un porcellino.
Il giorno 19 gennaio 2020 a Sant’Antonio di Ranverso dopo la Santa Messa si svolge la benedizione degli animali e dei mezzi agricoli una tradizione che ripristinammo diversi anni fà, alla manifestazione collaborano l’Associazione ArteMista, la Fondazione Ordine del Mauriziano, AFOM, i comuni di Rosta e Buttigliera Alta, Proloco e Coldiretti
buona festa dai volontari e amici di Sant’Antonio di Ranverso
Ersilio Teifreto