Francesco Esposito

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Ersilio Teifreto  il mio amore per l’arte mi ha permesso di conoscere Francesco Esposito accomunati dalla stessa passione per la nostra  amata Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso da lui ho imparato molte cose, era amico di Carlo Levi e di molti Artisti Italiani e Internazionali,  nella sua vita ha avuto  incontri e collaborazioni con i grandi
nomi della pittura italiana del ‘900 e con quelli sovietici per la realizzazione di una cartella di 8 litografie sul tema “Karasciò” di Majakovskij.
Ma il suo tono di voce si fa più lento, intenso, accorato e quasi
nostalgico nel ricordare Levi, incontrato pochi anni prima della sua
morte, quando già iniziava a vedere male.Ma non tanto per decidere di affidarsi al litografo di San Costantino Albanese per rappresentare, in 7 litografie, il“Cristo si è fermato a Eboli”e ritornare,
questa volta da libero cittadino, nell’amata Lucania.
Lei ha incontrato i più grandi rappresentanti della pittura e
dell’arte italiana del Novecento.Cosa le hanno insegnato umanamente e artisticamente?
“Il mio primo maestro è stato mio padre, Romolo. Eravamo una
famiglia numerosa e lui ha fatto per noi grandi sacrifici, lavorando con
dedizione ma sempre con grande amore verso la dura materia. Poi,
una volta a Torino, nella seconda metà del ‘900 ho collaborato per
lungo tempo con i più grandi artisti per la realizzazione di litografie, non
solo su temi liberi ma anche nella traduzione in immagini grafiche di
alcuni classici della letteratura italiana e straniera.Negli incontri con loro
davo il mio apporto tecnico nell’esecuzione delle litografie su pietra
calcarea e, allo stesso tempo, li pungolavo ad entrare nello spirito del
romanzo per coglierne l’essenza grafica nelle immagini che non erano
illustrative ma veri e propri messaggi culturali, sociali e, in alcuni casi,
anche epici.