Parole che affiorano dal dialetto Salentino per es.. la parola omofena Nictaeddhra

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  1. Caro Armando, in piemontese il riferimento non è al cane bensì all’asino, infatti si dice TOSS ASNIN-A (pronucia Tussasnina con la seconda n aspirata). Chiaramente il riferimento è al raglio dell’asino e la “pertosse” viene paragonata nel suo apice al raglio dell’sino

  2. perfettamente in linea con la Sua esplicitazione – o citazione : è vero …. quandu – li zziccha inci morenu – e nu bastanu le ” pupatelle ” cu iutanu – specialmente i bambini : il ” rimedio ” consisteva nell’immetere in una pezzuola di lino o cotone un buon cucchiaino di zucchero stringendola fortemente con ” l’azzina ” cotone eccellente per sarte ; si creava così un piccolo capezzolo bagnato lievemente nell’acqua – facendolo succhiare. grazie sempre – e cordialità – peppino

  3. La tosse con sternuti che provocava la Nnicateddhra =Pertosse era contagiosa prima dell’arrivo dei vaccini e dell’antibiotico colpiva specialmente i bambini: a Novoli
    si usava dire: Nnu tte bbicinare ca te ncoddhra la Nnicateddhra. Il Prof. Peppino ha ricordato i rimedi naturali che usavano per curarla.

    Nel Salento ( e Nnicatu fittu) succede a Martano e Novoli Live anno 2017 per 5 cm. di neve la chiamano una nevicata eccezionale!

    Una curiosità: anche quando nevicava a piccoli spruzzi si usava dire: e stata sulamente nna Nnicateddhra.

    Ecco le fitte nevicate che hanno investito il Salento. E’ vero, siamo in una terra tra i 2 mari e non siamo abituati, il Salentino si emoziona a vederla scendere dal cielo, si dice alla persona ammalata per es..di Influenza ; nnu bissire statte a casa e spetta cu spiccia te nnicare .
    un cordiale saluto da Torino
    Ersilio Teifreto

    • Pur ringraziandola dell’attenzione, debbo precisare, a scanso di equivoci, che la “nnicateddha” (tosse) e la “nnicateddha” (breve nevicata), sono due parole diverse, pur avendo in comune tutti i fonemi, sono, cioè, due omofoni. La seconda, infatti, è diminutivo di “nicata” forma sincopata dell’italiano “nevicata”,, che è da un latino *nivicare, frequentativo del classico “nivere”, che, a aua volta, è da “nix”==neve.

  4. è una vera – Nobiltà Culturale Terra d’Otranto – che personalmente ringrazio dove saggiano in bellezza gli incontri – che sono e fanno cultura – come poi spesso accade con gentili riscontri Dott. Ersilio : e riecheggiano le costumanze del passato quale popolare senso di tanto acume e storia. cordialità sempre – peppino martina .

  5. Buongiorno Prof. Armando, essere corretto da un esperto come lei e un privilegio e penso per tutti i frequentatori di questo Portale,

    condivido la sua precisazione e sgomberiamo il campo da equivoci chiarito che si tratta di due parole diverse.

    Sul commento precedente il mio primo errore e stato scrivere 2 Nn infatti per per il termine la Nie o Nicata ne usiamo solo una.

    Ecco perchè parlavo di curiosità chiedendo anche il vostro parere, e mi sono sforzato a cercare il termine diminutivo in dialetto Salentino Novolese con influenze Leccesi vedi la lettera H e R che includiamo pronunciando

    Nicateddhra, vorrei approfondire con voi come si dice quando per esempio nel Salento fà una piccola nevicata.

    Sappiamo che in Italiano si può dire: ( e stata solo una Nevigatina) oppure (ha fatto una Nevigatella).

    Come ho già scritto altre volte mio papà era nativo di Martano cresciuto nelle strade delle giravolte Leccesi,

    da giovane conobbe mia mamma Quarta Rosina il più diffuso cognome a Novoli dove si stabilì formando una famiglia.

    Novoli e il paese dove è nato Il Grande Linguista e Dialettologo Oronzo Parlangeli e Don Gennaro D’Elia Professore di Greco.

    Da tempo desideravo esprimere un mio pensiero su questo autorevole Portale .

    Senza la necessità di scomodare il vocabolario Rohlfs, la continuità del Dialetto Salentino scorre dai lavori del Prof. Armando Polito che ne fa la sua vita, e dove spesso cita anche i portali che divulgano il Dialetto

    Salentino di proprietà dei bravissimi specialisti Sig. Antonio Garrisi e Giuseppe Presicce. Il Prof. Polito ha saputo magistralmente “fermare” la storia offrendoci impulsi piacevoli , e mostrarci brandelli di vita di ieri che sembrano

    appartenere al passato coinvolgendoci in una comunicazione di Adozione Culturale adatta pure ai giovani , con termini dialettali, immagini anche ironiche che presta in prima persona e argomentazioni che spaziano

    dall’agricoltura, l’artigianato , il costume, la religione argomentando il significato di così tante pronunce dei nostri paesi che cambiano espressione anche solo a distanza di 3 Km, puntando con autorevolezza sull’origine etimologica

    dei moltissimi termini dialettali (salienti Salentini) compreso quelli sui toponimi di siti ed agglomerati urbani della Terra d’Otranto, infine, le pubblicazioni del Prof. Armando Polito su Fondazione Terra d’Otranto sono il frutto di una

    lunga e laboriosa ricerca attirando l’intervento di altri esperti come il Dialettologo Prof.Peppino Martina Sergio Notario Dialettologo Torinese innamorato della nostra terra che vengono inseriti su testi e sono utili agli stessi accademici di glottologia che non ne possono farne a meno.

    Per noi emigranti fuori casa per lavoro, invece dialogare su questo sito e il richiamo di ritornare per le feste del paese è un’ideale ritorno nei luoghi nativi. Ritrovare le proprie radici, gli amici d’infanzia, passeggiare chiacchierando

    nella piazza del paese, un’occasione per riaccendere una fiamma mai spenta. Servirà anche a tramandare ai figli e nipoti le tradizioni, il dialetto, la cultura, e la storia dei luoghi. Per gli anziani invece è un ripercorrere le tappe della

    vita di cui sono stati protagonisti ricordando termini che continuiamo ad adottare nel Terzo millennio anno 2019 .

    Visitare il sito Fondazione Terra D’Otranto può essere per i giovani una testimonianza del pensiero di vita di coloro che li hanno preceduti.

    un cordiale saluto da Torino a tutto il Team della Fondazione

    Ersilio Teifreto

    • Per quanto riguarda i corrispondenti salentini di “nevicatella” o “nevicatina” non ne conosco, almeno per Nardòi. Tuttavia, in teoria, partendo da lla forma sincopata d”nicare” avremmo “nicatina” e “nicateddha”. Sulla resa grafica della cacuminale retroflessa (ddh o ddr o ddhr?) la rinvio a http://www.fondazioneterradotranto.it/2012/08/01/il-solito-dubbio-di-trascrizione-per-un-fonema-salentino/. La ringrazio, infine, per quella che mi pare una recensione troppo benevola del mio lavoro e che mi ha, comunque, inorgoglito e commosso col suo carattere di dichiarazione d’amore per la nostra terra, anche quando ne siamo fisicamente lontani.