In Piemonte il primo allevamento di maiali per i trapianti sugli esseri umani. Una ipotesi piuttosto insistente sembra dare Sant’ Antonio di Ranverso

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In Piemonte il primo allevamento di maiali per i trapianti

Entro due anni la regione Piemonte prevede di realizzare un progetto di interesse medico-scientifico: l’allevamento di maiali destinati a diventare fornitori di organi per il trapianto sugli esseri umani. È il risultato della cooperazione fra Assessorato alla Sanità e Assessorato all’Agricoltura. I rispettivi assessori, Antonio D’Ambrosio e Giovanni Bodo, hanno sottolineato il desiderio di attuare questo progetto quanto prima e nel miglior modo possibile. È Ciriaco Ferro, responsabile dell’ufficio stampa, a raccontare l’evoluzione di questo progetto. Ci tiene a chiarire subito che non si tratta di un esperimento transgenetico: “Sono animali normali, non trattati geneticamente, anche perché questo metodo renderebbe i loro organi più deboli. Infatti le valvole provenienti da animali di produzioni transgenetiche durano circa dieci anni, mentre con questa produzione si vuole aumentare il tempo di ricambio”.

Nel 1997 l’Assessorato alla Sanità e quello all’Agricoltura hanno affidato all’organizzazione Centro il compito di redigere un programma preliminare per l’allevamento di suini finalizzato alla produzione di valvole cardiache per uso chirurgico.

Questo programma preliminare è appena stato approvato dalla giunta regionale che ha parimenti definito una struttura per la gestione e la realizzazione degli obiettivi del programma. Di questa struttura faranno parte tre enti: l’Ordine Mauriziano di Torino, Finagri e Centro.

L’idea è volta a mettere a punto un sistema agrozootecnico e sanitario ecocompatibile e standardizzato per la produzione di suini robusti e sani da cui ricavare le protesi cardiache per i trapianti e carni di qualità per farne prosciutti come accade ai loro colleghi, istituendo un’anagrafe suina per l’identificazione dei capi. La struttura dovrebbe essere impiantata in Val di Susa, ma non vi sono conferme concrete in merito, Ciriaco Ferro aggiunge: “Vi è un’idea generale su come realizzare questo progetto. Esiste una serie di siti compatibili per approntare le stalle e le sale operatorie. Il progetto prevede anche l’istituzione di palestre chirurgiche per fare scuola ai giovani medici che desidereranno specializzarsi in trapianti cardio-chirurgici”.

Di certo si sa che sarà l’Ordine Mauriziano a mettere a disposizione terreni e strutture sanitarie per la creazione di questo allevamento. Una ipotesi piuttosto insistente sembra dare S. Antonio di Ranverso (dopo Rivoli) come luogo ideale: in questa struttura esistono dipinti che ricordano che gli antenati usavano il grasso di maiale per curare alcune malattie. Ma non è solo questa la ragione, in questo sito si potrebbe creare una struttura più completa, oltre all’allevamento e alle sale chirurgiche vi sarebbe lo spazio per creare una sala conferenze, il tutto con poca spesa per poterle rendere disponibili. “Ma è ancora un’ipotesi” ci tiene a sottolineare Ciriaco Ferro.

Fulco Pratesi, presidente del WWF, parla con la stampa ed esterna tutta la sua preoccupazione per le manipolazioni genetiche sempre più sofisticate, in particolar modo riguardo al diffondersi di epidemie originate da ciò.

Il problema non sussiste, nella struttura piemontese non verranno fatte manipolazioni genetiche; i maiali verranno allevati con un metodo speciale, senza stress, perché esso potrebbe causare l’indebolimento o l’invecchiamento precoce delle valvole cardiache.

“Pratesi è condivisibile – dice ancora Ferro – è necessario curare l’aspetto qualitativo delle carni commestibili, per il bene di tutti.”

L’effetto epidemie è scongiurato in partenza. Non trattandosi di manipolazioni genetiche non possono insorgere malattie impreviste. Sanitariamente verranno fatti interventi solo sulle valvole espiantate per renderle compatibili con l’essere umano, ma prima dell’espianto l’animale è assolutamente identico agli altri suoi simili, anzi migliore come qualità.

Cosa vuol dire allevamento senza stress?

Si tratterà di allevare questi capi con pascolo e alimentazione naturale, una bassa densità di suini per stalla, un basso ritmo riproduttivo e l’abbattimento nel modo più rapido e indolore.

Questo progetto avrà dei costi. Quali? Chi li sosterrà?

Una quantificazione precisa dei costi non è ancora stata redatta, ma probabilmente alla Regione costerà circa un miliardo per attrezzare le strutture, l’allevamento e le sale chirurgiche, l’Ordine Mauriziano metterà a disposizione del consorzio la struttura, la Finpiemonte interverrà non si sa in quale misura, ma fronteggerà tutte le altre spese, sia quelle legate alla parte agricola che quelle legate alla ricerca scientifica e alla sperimentazione, alla formazione, alla produzione di queste valvole cardiache che dovrebbero venir realizzate in misure diverse.

Per poter realizzare questo importante obiettivo, verrà richiesto un finanziamento anche all’Unione europea.

Per l’avvio del progetto si farà ricorso ai fondi della regione Piemonte stanziati per questo tipo di progetti. E la data presunta per partire operativamente alla realizzazione di questo centro, terzo solo a Cambridge e Lexington in Gran Bretagna, sarà l’autunno 1998.

La ricerca scientifica e la sperimentazione verranno affrontate gradualmente: prima verrà affrontata la questione della definizione della tecnologia, in un secondo tempo verrà affrontato il problema del reimpianto sull’uomo. Ciriaco Ferro conclude il discorso affermando: “Sarà la commissione scientifica di Bioetica a definire le condizioni del progetto”.