Nel Borgo speciale di Ranverso arrivano i Mauriziani Il complesso della Chiesa di Sant’Antonio di Ranverso è stato dichiarato monumento nazionale nel 1883.

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Arrivano i Mauriziani
Alla fine del XVIII secolo Sant’Antonio di Ranverso godeva di un consolidato potere sul territorio e la zona circostante appariva abbastanza popolata, a tal punto da giustificare la presenza di svariati edifici rurali. Nel 1776, dopo la soppressione dell’Ordine Ospedaliero degli Antoniani, i possessi e le proprietà furono assegnate da papa Pio VI all’Ordine Mauriziano, ancora attuali detentori dell’abbazia. Il complesso è stato dichiarato monumento nazionale nel 1883 e restaurato prima da Alfredo D’Andrade e da Cesare Bertea all’inizio del Novecento.Un po’ di storia
Fondata dall’Ordine ospedaliero di S. Antonio di Vienne negli ultimi anni del XII secolo su volere del conte Umberto III di Savoia, è un esempio del tipico edificio religioso piemontese. Le prime notizie di una cappella in questo luogo si hanno già a partire dal 1156 ma solo nel 1188 è documentata la donazione del terreno da parte di Umberto III di Savoia, che diede in uso l’area ai canonici regolari di Sant’Antonio di Vienne, in seguito noti come ‘Antoniani’, che servisse da foresteria per i pellegrini e anche da lazzaretto per le persone afflitta dal “fuoco di sant’Antonio”.

In seguito, con l’avvento dell’epidemia di peste della seconda metà del XIV secolo, l’ospedale di Ranverso svolse un ruolo fondamentale per la cura e l’assistenza agli appestati, poiché venivano attuate apprezzabili pratiche di isolamento e cura delle piaghe infette mediante il grasso dei maiali per evitare l’espandersi dell’infezione.

Modifiche e rimaneggiamenti
L’abbazia è stata rimaneggiata e modificata più volte, nei suoi primi tre secoli di vita. Quello che possiamo ammirare oggi è, in realtà, ciò che rimane dell’intervento conclusivo a completamento della chiesa operato nell’ultimo trentennio del XV secolo su volere di Jean de Monthenou, commendatario dal 1470. All’epoca, il complesso comprendeva un ospedale, di cui rimane solo una facciata, la precettoria e la chiesa, ancora esistenti. Il declino successivo ha portato alla perdita di grosse parti della struttura originaria, mentre anche ciò che rimane è, spesso, in non perfette condizioni (ad essere buoni). Nonostante tutto, non manca di sollevare l’ammirazione del visitatore.

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