A Ranverso ricordiamo che il complesso monastico con la Chiesa di Sant’Antonio di Ranverso, sul tratto della Via Francigena tra Rivoli e Avigliana, all’imbocco della Val di Susa.

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A Ranverso Ricordiamo che il complesso monastico con la chiesa dedicato a Sant’Antonio Abate non coincide con Precettoria. Cambiate il titolo; Precettoria!!!Noi devoti ci batteremo perchè la Chiesa torni ad essere chiamata la Chiesa di Sant’Antonio di Ranverso o  Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso scambiata erroneamente  per Precettoria addirittura vogliono farla passare come oggetto di studio per l’anno scolastico 2018-19 Le attività sono rivolte alle scuole di ogni ordine e grado. inculcano ai ragazzi che non è una Chiesa ma Precettoria con il significato di casa dei Templari.

Il complesso monastico di Sant’Antonio di Ranverso, sul tratto della Via Francigena tra Rivoli e Avigliana, all’imbocco della Val di Susa, è uno dei più celebri esempi del gotico internazionale. In una cornice naturale ben conservata, il complesso architettonico appare ancora oggi perfettamente riconoscibile nella sua composizione originaria, comprendente oltre alla chiesa, il monastero (con annesso chiostro conservatosi), l´ospedale (del quale si conserva integra solo la notevole facciata con ghimberga e pinnacoli), presso il quale i monaci Antoniani fornivano assistenza ai malati del cosiddetto fuoco di Sant’Antonio (o ignis sacris), nonché un articolato sistema di cascine. Nel XIII e XIV secolo l’Abbazia subì molti ampliamenti e rifacimenti e sul finire del 1400 si arricchì delle pregevoli decorazioni in terracotta sagomate con disegni di fiori e frutta, sugli archi di ingresso e sulla facciate dell’Ospedale. Pure del ‘400 sono i mirabili affreschi di Giacomo Jaquerio che decorò l’interno della Chiesa. L’ altare maggiore è sovrastato dallo splendido polittico di Defendente Ferrari eseguito nel 1531 per commessa della Comunità di Moncalieri. Gli Antoniani cessarono la loro attività presso l’Abbazia nel 1776 quando la proprietà del complesso, con le sue dipendenze agrarie, passò all’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Il complesso è ancora oggi proprietà della Fondazione Ordine Mauriziano.
rilevatore Ersilio Teifreto

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