Ranverso verrà nominato il nuovo direttivo della Fondazione il mandato del Prof. Zanetti è scaduto nel 2017.Sarà dunque il premier Giuseppe Conte a valutare chi dovrà guidare la Fondazione per i prossimi quattro anni.

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L’Ordine Mauriziano ritorna alla normalità
La Fondazione Mauriziana, erede dell’immenso patrimonio dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro del 1573, torna alla sua vita normale nell’epoca del governo giallo-verde e sarà la presidenza del Consiglio Lega-5Stelle a dirigere le danze sul futuro del vecchio Ordine Mauriziano passato attraverso un ventennio buio. Vent’anni di controversie, di battaglie politiche, di cause con la Regione sulla proprietà dell’ospedale di corso Turati, di traversie e ostacoli . Poi il commissariamento e l’enorme lavoro per la vendita e il pagamento dei debiti ai fornitori. Duecentocinquanta milioni di beni venduti e oltre 330 milioni di debiti pagati ai fornitori. Dopo il 2013 il tentativo di rilancio, fino agli eventi e le iniziative recenti per la valorizzazione del patrimonio, intervallati dalle richieste di soccorso rivolte alla Regione con la quale restano aperti molti capitoli del passato.

Il momento di andare avanti senza tutor è arrivato e la Fondazione, nata con il decreto legge del novembre del 2004 con il compito di varare interventi straordinari per il riordino e il risanamento, attende di sapere se il suo futuro sarà sostenibile.

I dieci anni di commissariamento (la prima fase si era già chiusa nel 2013, seguita da un periodo successivo per l’elaborazione dello Statuto) sono ufficialmente terminati. A marzo del 2017 l’allora sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi aveva confermato Giovanni Zanetti e Cristiana Maccagno Benessia nel ruolo di commissario e vice commissario straordinari della Fondazione Ordine Mauriziano e il nuovo incarico era fissato fino all’insediamento degli organi di ordinaria amministrazione.

In ogni caso, si leggeva sul decreto, “non oltre il 31 dicembre 2017”.

Sono passati altri sei mesi. Ora si volta definitivamente pagina. Il 16 aprile è stato approvato il nuovo statuto predisposto dai commissari che fissa scopi, strumenti e obiettivi. «Lo Statuto dovrebbe essere un bel vestito, ma molto dipenderà da chi lo indossa», commenta Cristiana Maccagno. Da parte sua, la Regione ha predisposto un avviso per cercare il nome del suo rappresentante nel consiglio di amministrazione che sarà formato da tre persone. La nomina del presidente, come stabilisce la legge, è nelle mani della presidenza del Consiglio dei ministri e sarà dunque il premier Giuseppe Conte a valutare chi dovrà guidare la Fondazione per i prossimi quattro anni. Lo scorso 16 maggio dalla presidenza del Consiglio dei ministri è arrivata alla Regione la richiesta del nominativo della persona designata da piazza Castello.

«La Fondazione – si legge all’articolo 3 dello Statuto promuove, compie e coordina ogni attività finalizzata al reperimento di fondi e risorse, pubbliche e private, al fine di assicurare la stabilità delle contribuzioni necessarie alla realizzazione delle finalità conservative e di valorizzazione del patrimonio culturale Mauriziano». E il nuovo Statuto prevede anche un Consiglio di indirizzo politico.

Dire che la liquidazione è stata complessa è un eufemismo. Si ricordano le conferenze stampa dei creditori, gli appelli, le polemiche. Oltre 330 milioni i crediti che i fornitori vantavano nei confronti della Fondazione nel 2011 sono stati pagati, in percentuali vicine al 90 per cento.

La procedura per la vendita ha richiesto anni e ha portato più volte i vertici dell’ente a rivolgere un appello al pubblico per la difficoltà a sostenere i costi di mantenimento del patrimonio. Ora la Fondazione ha in primo luogo il compito di conservare e valorizzare il Patrimonio culturale Mauriziano: la palazzina di Caccia di Stupinigi, l’Abbazia di Santa Maria di Staffarda, la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, l’Archivio Storico.

Oltre alla Basilica Mauriziana di Torino. Giovanni Zanetti spiega: «Solo per Stupinigi abbiamo costi di 3 milioni e 800 mila all’anno, mentre gli incassi sono circa 1 milione e 200mila euro». Il salto di qualità, aggiunge «Sarebbe capire che siamo di fronte a un patrimonio museale e come tale dovrebbe essere trattato».

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Sara Strippoli
rilevatore Ersilio Teifreto