Orazio Ferrara almeno al Precettoria di Ranverso /Lo stemma con laquila compare scolpito anche nella chiesa della Commanderie di S. Antonio di Ranverso in Piemonte, lo stemma , da taluni studiosi, è erroneamente attribuito allarma personale di Jean de Montchenu, cellerario (amministratore) della predetta Precettoria sul finire del Quattrocento.].

Intorno al 1502 l'imperastore Massimiliano I, essendo devotissimo delle reliquie diSant'Antonio ed avendo grande stima di Teodoro di Saint Chamond, Abate Generale dell'Ordine, concede al predetto Ordine di Sant'Antonio, con lettere patenti, delle armi così definite "Une aigle d'or ayant au col une couronne de meme avec le tau" [Chorier N. – Histoire generale…cit., pag. 503. Una derivazione di tale concessione si trova nell'arma alzata dalla Commanderie di Lione, che presentava l'aquila imperiale bicipite, caricata da uno scudetto con una tau. Lo stemma con l'aquila compare scolpito anche nella chiesa della Commanderie di S. Antonio di Ranverso in Piemonte, lo stemma , da taluni studiosi, è erroneamente attribuito all'arma personale di Jean de Montchenu, cellerario (amministratore) della predetta Precettoria sul finire del Quattrocento.].

Ma è proprio sul finire del XVI secolo che inizia la crisi dell'Ordine, aggravata dal divampare delle guerre religiose. In Francia bande di Ugonotti saccheggiano ed incendiano, dal 1562 al 1590, numerosissime Commanderie. Nel corso del Seicento e della prima metà del Settecento la crisi degenera in decadenza. Un Capitolo Generale, tenuto nell'anno 1774, tenta un rilancio dell'Ordine, adottando nuove Costituzioni. Ma è tutto inutile. Già nell'anno seguente, 1775, si parla apertamente di una fusione con l'Ordine di Malta. Cosa che puntualmente avviene con le bolle papali del 17 settembre 1776 e del 7 maggio 1777. Con regie patenti del 30 maggio viene regolata tale incorporazione per tutto il Regno di Francia.

In Italia il Papa concede la facoltà al re di Savoia d'incorporare i beni antonini nell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, e ai Borbone di Napoli nell'Ordine Costantiniano di San Giorgio.