Bruno Munarilabitacolo Max Camerette leader nel mercato delle camerette, presenta la tana del lupo al fuori salone di Milano nel Museo Multiforme Spazio Tadini

Nel ‘71 viene progettato da Bruno Munari l’Abitacolo, un letto a castello in metallo per i ragazzi, e lo descrive così: “E’ un abitacolo, appunto, costituito da un telaio in acciaio elettrosaldato, corredato da un letto e accessori vari in materiali diversi. E’ un posto dei giochi, del sonno, di studio e di svago, un ‘hortus conclusus’ infantile, trasformabile a piacere […] E poiché è una struttura, è pure facilmente smontabile, pronta ad assumere una nuova veste, correndo dietro alla fantasia… E’ una struttura ridotta all’essenziale, uno spazio delimitato e allo stesso tempo aperto… E’ un modulo abitativo, un habitat, contiene tutti gli oggetti personali… Uno spazio nascosto in cui la presenza del bambino rende superflui i mobili, su cui la polvere non sa dove posarsi. E’ il minimo ma da il massimo. Numerato ma illimitato. L’habitat diventa l’ambiente adattabile alla personalità dell’abitante. Pesa 51 chili e può portare anche venti persone”.

Progetto stanza trasformabile di Max Camerette

A Torino in quegli anni diventa leader del mercato delle camerette per ragazzi Max Camerette proprio ispirandosi agli insegnamenti della Montessori e sperimenta in particolare materiali come il truciolato (particelle di legno lavorabili che hanno sostituito il legno vero e proprio) per lavorare sull’arredo componibile.

Con l’entrata nel 2000 la camera da letto per i bambini e per i ragazzi è diventata gradualmente uno spazio che non gode più di molti metri quadrati e si è dovuto ripensare sia in relazione alle ridotte disponibilità economiche che alla maggiore attenzione all’ecologia e alla duttilità dell’abitare.