Croce patenti sibille Papà mesciu Ucciu Leccese di Novoli era uno scalpellino della pietra liccisu e carparo,

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 Croce patente

 

     Sibille

Papà mesciu Ucciu Leccese di Novoli era uno scalpellino della pietra liccisu e carparo, ci raccontava che nella sua epoca con pochissimi materiali tecnologici a disposizione: ” La petra ia” del Salento, per la sua durezza e compattezza non era suscettibile per tutte le lavorazioni perciò non adatta es…per i capitelli ecc…invece era adattissima per la costruzione delle strade vedi:(Le antiche strade Consolari Romane) “La petra ia” per le sue caratteristiche di superficie porosa non scivolosa, essendo resistente all’acqua nei nostri tempi è utilizzata anche per realizzare fontane e muri, in qualità di materiale molto pregiato viene applicato all’interno degli spazi abitativi di Lusso.
Cosa spinse i contadini alla ricerca della “Petra la”, come si è arrivati alla scoperta delle cave te Petra ia? Quando il Salento si presentava con vasti campi te iersu, e l’uomo cominciava ad avvertire l’esigenza di lastricare le strade sterrate, si iniziò a scavare nella speranza di individuare un materiale che potesse soddisfare questa necessità. Così fu. La terra generosa del Salento ha riservare ai suoi abitanti giacimenti di pietra che rappresentano un vero tesoro la “Petra ia”, così la chiamano i Salentini, a voler indicare la forza e l’anima di questo calcare, oppure “Pietra viva”

Carissimi lettori intromettetevi (Il termine “iersu” =campo sterminato incolto) accettiamo da voi altre definizioni
un saluto da tutti i Salentini che si trovano fuori casa per lavoro a Torino.

Autore Ersilio Teifreto del blog ufficiale ToriNovoli http://www.torinovoli.it