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L'Ordine Mauriziano nella Repubblica Italiana[modifica | modifica wikitesto]

La XIV disposizione transitoria e finale della Costituzione Italiana il 1º gennaio 1948, stabiliva: «L'Ordine mauriziano è conservato come ente ospedaliero e funziona nei modi stabiliti dalla legge».

Il patrimonio dell'antico ordine dinastico fu quindi affidato ad un ente appositamente costituito, ricondotto all'esclusivo e originario compito di ente ospedaliero. Con la legge del 3 marzo 1951, nr.178, all'art.9, lo Stato italiano ha cessato il conferimento dell'ordine, consentendo comunque l'uso delle onorificenze già conferite, escluso ogni diritto di precedenza nelle pubbliche cerimonie.

Trattandosi tuttavia di un Ordine Dinastico e non statuale, il conferimento è legittimamente proseguito in modo autonomo da parte della Casa di Savoia. Alcuni giuristi ritengono, anzi, che le istituzioni dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, essendo nate da una bolla papale, potrebbe esser modificate solo dal Papa.

Con legge n. 4 del 21 gennaio 2005 l'Ente Ordine Mauriziano di Torino diviene ufficialmente un ente ospedaliero italiano costituito dai presìdi ospedalieri Umberto I di Torino e l'Istituto per la ricerca e la cura del cancro di Candiolo, permettendo in tal modo di continuare l'operato nell'ambito medico che la Repubblica Italiana ha stabilito per esso fin dal 1948. La medesima legge costituisce anche la Fondazione Ordine Mauriziano con sede in Torino, alla quale trasferisce il rimanente patrimonio immobiliare, costituito dalla Palazzina di caccia di Stupinigi, dal complesso monastico cistercense di Sant'Antonio di Ranverso, dal complesso monastico cistercense antoniano dell'Abbazia di Staffarda.

La gestione della fondazione è affidata ad un comitato costituito da cinque membri di cui: uno nominato dal Presidente del Consiglio dei ministri, con funzioni di presidente del comitato; uno nominato dal ministro dell'interno; uno nominato dal ministro per i beni e le attività culturali; uno nominato dalla regione Piemonte; uno nominato dall'Ordinario diocesano di Torino. Gli eventuali oneri per il funzionamento di detto comitato sono a carico della gestione dell'Ente Ordine Mauriziano. Il comitato presenta una relazione annuale al Presidente del Consiglio dei ministri, il quale provvede alla trasmissione alle competenti commissioni parlamentari. Attualmente solo la Fondazione Ordine Mauriziano si preoccupa del mantenimento degli edifici e dei beni storici esistenti; gli ospedali, dopo una disastrosa gestione, sono oggi affidati alla Regione Piemonte ed ai servizi sanitari nazionali.

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